Debiti Pa, pagamenti al palo: fatture non registrate da Comuni, Asl e Province

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Novembre 2013 5:00 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2013 14:16
Debiti Pa: gli enti non hanno registrato le fatture. Pagamenti al palo

Debiti Pa: gli enti non hanno registrato le fatture. Pagamenti al palo

ROMA – Debiti Pa, pagamenti al palo: fatture non registrate da Comuni, Asl e Province. Succede questo: il Tesoro autorizza i pagamenti alle imprese dei debiti della Pubblica Amministrazione, la quale, nella sua lunga articolazione di Comuni, Province, Asl ed enti vari, spesso non sa nemmeno a quanto ammonti il dovuto. Perché, ed è scoperta recentissima e amara, spesso le fatture che documentano l’esposizione debitoria non sono state proprio registrate. Per questo i pagamenti effettivi sono in bilico, i rimborsi attesi al palo e solo il 5% delle imprese può sostenere di aver conseguito reali miglioramenti.

I dati del Tesoro avevano già rivelato l’incongruenza numerica di numero ed entità dei pagamenti. I conti non tornavano, tanto più che Daniele Franco, l’attuale Ragioniere dello Stato, vero esperto in materia, aveva calcolato, quand’era in Banca d’Italia, l’esatto ammontare dei debiti nei confronti delle imprese in 5,8 punti percentuali rispetto al Pil, 90 miliardi almeno (e la Confindustria diceva 100). E come mai, allora, sono iscritti alla voce debiti solo 47,5 miliardi, come dice il cervellone elettronico?

Che ci sia un problema, insomma, è chiaro. Ma qual è questo problema? Per comprenderlo bisogna partire dalle parole dello stesso Saccomanni durante l’audizione in Senato sulla legge di stabilità. «Temo ci sia una questione di distinzione tra i debiti fuori bilancio e di bilancio», ha risposto il ministro a chi gli chiedeva perché non era ancora stato comunicato il debito residuo verso le imprese. «Molte imprese – ha aggiunto Saccomanni – hanno fornito servizi fuori bilancio agli enti creditori». Il punto è proprio questo. Comuni, Province, Asl, non avrebbero registrato nei loro conti le fatture per le prestazioni ricevute. Un fenomeno che potrebbe essere più diffuso di quel che si pensava e che sta allarmando il mondo delle imprese. La preoccupazione è che ora i pagamenti possano rallentare e perfino bloccarsi. Le amministrazioni avrebbero «finito la carta». (Andrea Bassi, Il Messaggero)