Debiti P.A., Cgia: “Sono 130 mld, non conteggiate Pmi”

Pubblicato il 6 Aprile 2013 12:20 | Ultimo aggiornamento: 6 Aprile 2013 12:28

Debiti P.A., Cgia: "Sono 130 mld, non conteggiate Pmi"VENEZIA – Mentre il governo vara il decreto per sbloccare 40 miliardi in due anni per pagare i crediti alle imprese, la Cgia di Mestre, avverte: nei calcoli (Bankitalia stima in 91 miliardi i debiti) non sono conteggiati quelli spettanti alle piccole e medie imprese che porterebbero ad un importo complessivo tra i 120-130 miliardi di euro.

La Cgia, dopo aver analizzato la Relazione della Banca d’Italia presentata nei giorni scorsi alla Camera, ha scoperto che i 91 miliardi di euro che l’Istituto ha stimato in questo rapporto sono stati calcolati attraverso un’indagine campionaria condotta solo sulle imprese con più di 20 addetti.

”Ciò vuol dire che le aziende con meno di 20 addetti – segnala Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia – che rappresentano il 98% del totale delle imprese presenti nel nostro Paese, non sono state monitorate. Pertanto, i 91 miliardi di debiti in capo della pubblica amministrazione sono decisamente sottodimensionati, visto che non tengono in considerazione gli importi che le piccole e micro imprese devono incassare dallo Stato centrale e dalle Regioni e gli Enti locali. Nonostante siano centinaia di migliaia i commercianti, gli artigiani e i piccoli imprenditori che forniscono materiali o servizi, eseguono manutenzioni o ristrutturazioni in molti Comuni, nelle scuole o negli ospedali, a queste imprese – spiega – non è riconosciuta nemmeno la dignità statistica”.

Oltre al mancato monitoraggio delle aziende con meno di 20 addetti, la Cgia sottolinea che nella indagine redatta dalla Banca d’Italia non sono incluse neppure le imprese operanti nei servizi sociali e sanitari che, come sottolinea la Relazione stessa, sono attività che intrattengono scambi commerciali intensi con le amministrazioni pubbliche.

Inoltre, l’indagine è relativa al 31 dicembre 2011, quindi è presumibile che ad oggi l’importo complessivo del debito sia cresciuto di qualche miliardo.

”In un Paese civile – conclude Bortolussi – che credibilità può avere un debitore se non conosce nemmeno l’ammontare esatto dei soldi che deve ai suoi creditori? Per questo chiediamo al governo o al ministero dell’Economia di attivare la Ragioneria Generale dello Stato, affinché sia data una stima meno approssimativa di quella attualmente in circolazione. Se in tempi ragionevoli sarà possibile effettuare un nuovo monitoraggio, è molto probabile che il debito della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese lieviti tra i 120/130 miliardi di euro”.