Debito Usa, rischio default: slitta alla Camera il voto sulla proposta Boehner

Pubblicato il 29 Luglio 2011 9:32 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2011 9:33

NEW YORK – Stati Uniti in stallo sull’aumento del tetto del debito. Non si è trovato l’accordo e il quadro si complica proprio a pochi giorni dal 2 agosto, data in cui gli Usa rischiano il default. Lo speaker della camera, il repubblicano John Boehner, non è riuscito a controllare il suo stesso partito: la sua proposta di innalzare il tetto del debito americano non ha raccolto la maggioranza alla Camera e il voto è stato rimandato.

Il mancato voto preoccupa la Casa Bianca, che si augurava di archiviare la misura di Boehner per far decollare un compromesso: compromesso che prevedrebbe un aumento del tetto del debito in due fasi, come chiesto dai repubblicani, ma dipendente dal Congresso con una maggioranza di due terzi e non da tagli alla spesa.

Al termine di una giornata all’insegna dell’ottimismo, dopo il primo slittamento del voto mercoledì, Boehner si è ritrovato giovedì con il voto convocato alle 18.00 ma senza i voti necessari per passare il piano. Le difficoltà interne al partito sono emerse quando, poco prima delle 18.00, è barrivata la comunicazione dello slittamento del voto, anche se l’ufficio di Boehner ha rassicurato su un voto in serata. Le ore sono passate, anche mangiando pizza, e alle 22.30, Kevin McCarthy ha annunciato: la Camera non voterà questa sera. L’annuncio a sorpresa indebolisce Boehner e agita la casa Bianca, che teme di perdere l’interlocutore che solo pochi giorni fa era vicino a un accordo con il presidente Barack Obama sulla riduzione del deficit e del debito.

La tensione sale con l’avvicinarsi della scadenza determinata dal Tesoro, che lavora a un piano d’emergenza per evitare il default. I dettagli potrebbero essere diffusi nelle prossime ore ma secondo indiscrezioni, il Tesoro se un accordo non sarà raggiunto entro il 2 agosto deciderà le priorità nei pagamenti, con i creditori che avranno la precedenza.

A chiedere un accordo sull’aumento del tetto del debito in settimana è stata proprio Wall Street che, in una lettera a Obama, ha invitato a raggiungere una soluzione per evitare un default che avrebbe un ”impatto grave” sull’economia ”peggiorando una condizione già difficile”. Gli amministratori delegati di 14 banche, fra i quali i numeri uno di JPMorgan Jamie Dimon e Goldman Sachs Lloyd Blankfein, mettono in guardia dai rischi di una mancata azione sul debito.

La Casa Bianca intanto segue gli sviluppi a Capital Hill e continua a essere fiduciosa su un compromesso. ”E’ interesse di tutte le parti che il Congresso agisca sull’aumento del tetto del debito: siamo fiduciosi perché riteniamo che gli americani abbiano detto chiaramente che vogliono un compromesso e c’è tempo per un compromesso giusto”, afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sottolineando che ”non ci sono grandi chance di un accordo ampio” per la riduzione del deficit e del debito. L’obiettivo del presidente Barack Obama è ”tutelare l’economia”. Se il Congresso ritenesse di aver bisogno di più tempo per un accordo potrebbe inserire una clausola nel progetto per gli stanziamenti militari, già approvato dalla Camera, ed estendere la scadenza.