Decreto crescita: Ires, sconti fiscali alle imprese, banche popolari. Tutte le misure

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Aprile 2019 20:49 | Ultimo aggiornamento: 24 Aprile 2019 20:49
Decreto crescita: Ires, sconti fiscali alle imprese, banche popolari. Tutte le misure

Decreto crescita: Ires, sconti fiscali alle imprese, banche popolari. Tutte le misure

ROMA  –  Ires, sconti fiscali alle imprese, incentivi al settore immobiliare, tutela del made in Italy, Alitalia, banche popolari, finanziamenti ai Comuni. Sono alcune delle misure del decreto crescita, che vede la luce con risorse pari a quasi 2 miliardi in tre anni.

La lunga gestazione non ha però impedito alla rivalità tra Lega e Movimento 5 Stelle di esplodere in uno scontro diretto nella notte di ieri, con il risultato che alcune norme sono scomparse, come i correttivi ai Pir, uscite azzoppate o non del tutto complete.

PRIMA VITTIMA E’ IL ‘SALVA ROMA’ – Il tentativo di trovare una soluzione al debito monstre della capitale è stato sacrificato sull’altare della sopravvivenza del governo e privato della sua stessa motivazione. L’articolo è stato drasticamente sfrondato, non permettendo più al Mef di assumersi direttamente la gestione delle obbligazioni (con la possibilità di rinegoziarle alleggerendo in questo modo il Comune), ma lasciando comunque in carico allo Stato l’erogazione delle risorse necessarie per ripagare il debito. Secondo i 5S, la norma potrebbe comunque essere reintegrata nell’iter di conversione parlamentare.

IN PARTE APERTO ANCHE CAPITOLO RISPARMIATORI – Per accontentare tutte le associazioni, comprese le uniche due che non avevano sottoscritto l’accordo di Palazzo Chigi, sarà ampliata la platea dei destinatari dei rimborsi automatici. Una delle due soglie necessarie per ottenerli, quella del patrimonio mobiliare, salirà infatti da 100.000 a 200.000 euro, ma solo “subordinatamente all’approvazione da parte della commissione europea”. Gli indennizzi non arriveranno prima di fine anno: per attivare il Fondo serviranno ancora due decreti attuativi del Mef e solo da allora partirà una finestra di sei mesi per presentare le domande. Anche nella migliore delle ipotesi non si partirà quindi prima di novembre.

INGRESSO PUBBLICO IN ALITALIA – Sembra un tira e molla anche quello sulla compagnia, stavolta con il coinvolgimento del Mef. Il comunicato di Palazzo Chigi parla di norme che “definiscono le modalità di ingresso del Ministero dell’economia e delle finanze nel capitale sociale della newco Nuova Alitalia”, mentre a Via XX Settembre si evidenzia la “predisposizione” del quadro necessario ad un ingresso solo “eventuale”. La partecipazione dello Stato è autorizzata nel limite dell’importo maturato a titolo di interessi sul prestito pubblico di 900 milioni concesso alla società dallo Stato.

IRES, IMU, SUPERAMMORTAMENTO – Accordo pieno invece sulle altre misure, molte rispolverate dal passato, destinate a dare una spinta alla crescita per raggiungere quest’anno almeno il +0,2% stimato nel Def. Torna il superammortamento al 130% sui beni strumentali, scompare la mini-Ires al 15% sostituita da un taglio progressivo dell’aliquota sugli utili reinvestiti. Nel 2022 si arriverà al 20,5% dall’attuale 24%. La deducibilità dell’Imu sui capannoni passa quest’anno dal 40% al 50% per arrivare al 70% nel 2022.

DA SISMA BONUS A PRIMA CASA, SPINTA A IMMOBILI – Lo sconto fiscale al 75% o all’85% per la messa in sicurezza antisismica viene estesa dalla zona 1 alle zone 2 e 3 di rischio sismico. Le imposte di registro, ipotecaria e catastale saranno fisse a 200 euro ciascuna per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione che, entro i successivi dieci anni, provvedano alla loro demolizione e ricostruzione, anche con variazione volumetrica. Viene rifinanziato con 100 milioni il Fondo di garanzia per la prima casa che concede garanzie fino al 50% della quota capitale di mutui ipotecari non superiori a 250.000 euro.

UN ANNO IN PIU’ PER LE BANCHE POPOLARI – Arriva la proroga al 2020 del termine previsto per la trasformazione in Spa delle banche popolari (rispetto alla precedente scadenza di fine 2019). La nuova scadenza riguarda di fatto la Popolare di Bari e la Popolare di Sondrio.

SCUDO AL IL MADE IN ITALY – Lo norma ‘Pernigotti’, come l’ha ribattezzata Luigi Di Maio, istituisce il ‘marchio storico di interesse nazionale’ e il relativo Fondo di tutela, con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro nel 2020.

ROTTAMAZIONE ANCHE PER ENTI LOCALI – Regioni, Province, città metropolitane e Comuni potranno attivare la definizione agevolata delle entrate non riscosse (multe e tasse locali), stabilendo l’esclusione delle sanzioni. (Fonte: Ansa)