Lavoro, accordo di maggioranza su 10 emendamenti. Rinvio Aspi e partite Iva

Pubblicato il 9 luglio 2012 18:17 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2012 22:10
Il ministro del Welfare Elsa Fornero

Elsa Fornero (Lapresse)

ROMA – Trovato un accordo tra i partiti di maggioranza sugli emendamenti alla riforma del lavoro. Rinviati di almeno un anno l’Aspi (il nuovo sistema di ammortizzatori sociali) e l’aumento delle aliquote per le partite Iva. Mentre il tema delle pensioni verrà affrontato con la Spending Review. L’accordo è stato raggiunto tra tutti i partiti che sostengono il Governo (Pd, Pdl, Udc, Fli e Pt) su un totale di “10 emendamenti alla riforma del mercato del lavoro da presentare al decreto sviluppo”. Lo annunciano in un comunicato congiunto i capigruppo Pd e Pdl nella commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano e Nino Foti.

”L’intesa – sottolineano Damiano e Foti – recepisce in modo completo l’avviso comune di Cgil, Cisl e Uil e Confindustria su questa materia e lo integra con misure relative agli ammortizzatori sociali e alla flessibilità in entrata. Questo risultato si propone di dare attuazione all’impegno assunto dal presidente del consiglio, Mario Monti, di intervenire e migliorare le riforme del mercato del lavoro. Mentre il tema delle pensioni verrà affrontato con la spending review. I partiti che sostengono il Governo – proseguono – sono adesso impegnati a far acquisire nel decreto sviluppo questi dieci emendamenti che consentono di affrontare, con maggiore forza e a vantaggio delle imprese e dei lavoratori, l’attuale situazione di crisi economica e sociale”.

Il presidente del Consiglio ha accettato di modificare il testo della riforma apportandovi modifiche sul tema degli ammortizzatori e della flessibilità in entrata in cambio del via libera dei partiti prima del Consiglio europeo di fine giugno.

RINVIO ASPI E AUMENTO PARTITE IVA Differita di un anno (al 2014) l’entrata in vigore dell’Aspi, la nuova assicurazione per l’impiego, in base alle richieste del Pd, e rinvio anche per l’aumento dell’aliquota contributiva per le partite Iva che quindi resterà al 27% anche nel 2013. Quest’ultima modifica era voluta dal Pdl, come il calcolo su due anni, invece che su uno, del reddito proveniente per gran parte da un solo committente per stabilire che si tratti di una autentica partita Iva.

Le modifiche su Aspi e partita Iva arriveranno via emendamento al decreto legge Sviluppo come concordato nella maggioranza. Per quanto concerne l’Aspi l’accordo è che il ministero del Lavoro provvederà entro il 30 ottobre 2013 ad effettuare una ricognizione e un confronto con le parti sociali per verificare l’eventuale necessità di altre misure.

GLI ALTRI PUNTI I restanti punti sono: l’intervallo di tempo che deve intercorrere tra un contratto a termine e il successivo viene affidato alla contrattazione tra le parti ed eliminato per i lavori stagionali; più apprendisti in tutti i settori produttivi.

Cgil, Cisl, Uil e Confindustria chiedono anche la possibilità di cumulo tra la cassa integrazione e i voucher stagionali, di ripristinare la cassa integrazione straordinaria per le aziende ammesse a procedure concorsuali se in prospettiva riprenderanno l’attività e il non conteggio per i contratti a termine sino a 6 mesi sulla base del calcolo dell’organico per l’obbligo di assunzione degli invalidi. Infine si chiede di facilitare i trasferimenti d’azienda o di rami d’azienda in caso di fallimento.

Quanto al tema delle pensioni, verrà affrontato con la spending review, hanno precisano i capigruppo Damiano e Foti riferendosi alle risorse stanziate per gli esodati.

 

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