Prima delle elezioni la carota del decreto Sviluppo, dopo il bastone: una finanziaria da 8 miliardi

Pubblicato il 4 Maggio 2011 17:17 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2011 12:28

Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (foto La Presse)

ROMA – Il Consiglio dei Ministri ha presentato il Decreto sullo Sviluppo, ma d0po le elezioni, a giugno, ci dovrebbe essere una manovra finanziaria da 7-8 miliardi di euro. Un intervento di manutenzione dei conti e spese da rifinanziare nel biennio 2011-2012. La carota prima delle elezioni amministrative, e poi il bastone dopo il voto, quando non c’è più il “pericolo” dell’urna.

Prima della tornata elettorale del 15-16 maggio il governo presenta un decreto che promette la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, il piano caso, gli sgravi alle aziende per le nuove assunzioni e sconti fiscali di vario genere. Tutte “carote”, in attesa della “bastonata” che ci attende dopo il voto. A giugno, scrive ‘La Repubblica’, Tremonti andrà infatti alla ricerca di 7-8 miliardi per ripianare i conti pubblici e per rifinanziare alcune spese obbligatorie come le missioni internazionali all’estero e le assunzioni di una parte dei precari della scuola. Una manovra che è ancora più consistente di quanto si prevedesse. E dove li andrà a prendere tutti questi soldi il governo? E’ ipotizzabile che ci aspetterà una nuova stagione di tagli.

Il sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Luigi Casero, smentisce però che ci sarà una nuova manovra correttiva sui conti pubblici per il 2011. Della smentita va dato atto e va data fede, almeno fino a prova contraria, che arriverà solo dopo le elezioni.

Ma Silvio Berlusconi si schiera con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. “Ci sono delle situazioni del bilancio – ha detto il premier – che richiedono assoluto rigore di bilancio, Tremonti non può inventarsi disponibilità di bilancio che non ci sono”. Il premier ha anche aggiunto: “Non è possibile, per nessun Paese d’Europa, in questo momento introdurre o pensare di introdurre una riduzione della pressione fiscale”.

Per ora si sa con certezza che il governo ha deciso di approvare il decreto Sviluppo prima delle elezioni amministrative di maggio, e in anticipo rispetto alla consueta Finanziaria estiva. Sembra quindi si punti a “dare” prima delle elezioni per poi “togliere” dopo.

Se la Finanziaria porterà inevitabilmente a dei tagli pesanti, nel decreto Sviluppo torna invece il credito di imposta per le aziende che assumono nel Mezzogiorno e la possibilità (fino ad aprile 2012) di rinegoziare i mutui fino a 150.000 euro, ma a certe condizioni. Più ‘paletti’ per chi è sottoposto a controlli fiscali e meno comunicazioni con il Fisco (tipo quella annuale per le detrazioni). Cambia il meccanismo di calcolo del tasso di usura.

Ma se veramente a giungo verrà approvata una Finanziaria da 8 miliardi, questi sgravi fiscali e “contentini” saranno solo un pallido ricordo. Il Pd infatti attacca, con Francesco Boccia: “Avevamo previsto l’arrivo di una nuova batosta per gli italiani e siamo passati per Cassandre ma ecco qui la conferma. Per i contribuenti onesti c’è ben poco da sperare e, intanto, anche nel decreto omnibus è previsto un aumento dell’accisa sulla benzina. Da 3 anni, cioè dall’inizio della legislatura, il governo fa una Finanziaria in autunno dicendo una cosa e puntualmente in primavera arriva la beffa della manovra d’estate”.