Sviluppo: ogni spesa dello Stato certificata e trasparente. Senza, niente soldi

Pubblicato il 18 Giugno 2012 12:36 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2012 12:37

Il ministro della Coesione Sociale Fabrizio Barca (LaPresse)

ROMA – Ogni transazione economica tra Stato e qualunque soggetto privato, dal primo gennaio 2013, dovrà essere giustificata e resa pubblica per quanto riguarda l’identità del beneficiario, la modalità di pagamento e l’obiettivo del trasferimento di denaro pubblico. E’ scritto nero su bianco nel decreto sviluppo. Il ministro della Coesione Sociale Barca invita a non sottovalutarne l’importanza, si spinge anzi a definire il provvedimento “una rivoluzione”. Senza l’adesione a questo protocollo la transazione non sarà valida, se anche uno dei criteri di trasparenza menzionati non verrà adottato, lo Stato si ritiene sciolto da ogni vincolo contrattuale.  E’ questa un’indicazione decisiva per la razionalizzazione della spesa pubblica che è passata sottotraccia nel dibattito pubblico sul pacchetto sviluppo. Pacchetto sviluppo sul quale il ministro Passera ci mette la faccia ma che ha ricevuto anche reazioni palesemente irrisorie, come le battute del segretario Pdl Alfano (“80 miliardi? 1 reale e 79 virtuali”).

Quello della transazione trasparente e motivata è invece una rivoluzione, ha ragione Fabrizio Barca, sempre che la norma venga adeguatamente applicata e rispettata. Barca invita a considerare nella giusta prospettiva la novità introdotta. Giustamente, se pensiamo alle consulenze facili, agli acquisti allegri, ai mirabolanti progetti infrastrutturali, le cosiddette “grandi opere” sempre prioritarie, sempre annunciate, sempre levitate a costi fuori da ogni calcolo raziocinante. Se una documentazione rigorosa, esatta  e visionabile dal cittadino/utente eviterà di giustificare una consulenza comprensiva di indennità “per i rischi da stress da lavoro correlato” al geometra assunto dalla Regione Lazio, ad esempio, sarà stata una rivoluzione.

Se, a differenza del bando di gara del gennaio  2012, lo Stato documenterà budget e obiettivi di spesa per quattrocento nuove berline di media cilindrata, si verrà a sapere che si tratta in realtà di un ulteriore, inutile incremento del parco di “auto blu” in dotazione. Mentre il Formez (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l’ammodernamento delle Pubblica amministrazione) già diceva che circa 800 vetture giacevano inutilizzate nei garage. Quella transazione, quel trasferimento, con la nuova norma, verrebbe impugnata, resa inefficace. Una rivoluzione, appunto, per tutti i cittadini che credono a una macchina pubblica efficiente e oculata. Una maledizione, invece,  per tutti quelli, dai vertici delle varie caste in giù, che considerano lo Stato la propria personale mucca da mungere anche quando il latte è finito.