Deficit alla fine sarà 2 per cento più qualche virgola. Lo fanno o no? Lo fanno!

di Lucio Fero
Pubblicato il 25 settembre 2018 10:26 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2018 13:48
Deficit Italia alla fine sarà 2 per cento più qualche virgola. Lo fanno o no? Lo fanno!

Deficit alla fine sarà 2 per cento più qualche virgola. Lo fanno o no? Lo fanno! (nella foto Ansa, Di Maio e Tria)

ROMA – Deficit alla fine sarà 2 per cento e pure qualche virgola in più e dopo il 2. Lo sfogliare la margherita al ritmo del lo fanno o non lo fanno di rischiare finirà con un lo fanno, sì che lo fanno, eccome se lo fanno.

Tria ministro del Tesoro e dei conti i conti li aveva fatti: raddoppiando il deficit sul Pil dallo 0,8 per cento previsto allo 1,6 per cento ci si stava dentro con le spese ordinarie, straordinarie e ammortizzando l’impegno ad aumentare l’Iva. Ma non ci si stava dentro certo con quota 100 per le pensioni, il reddito di cittadinanza e un po’ di limature fiscali.

Certo, si è provato ad alleggerire il conto: quota 100 sarà in parte finanziata di fondi che pagano imprese e lavoratori, reddito di cittadinanza solo agli italiani (si risparmia mica poco) e comunque non subito da gennaio, magari da giugno 2019. Cero, si spera nel gettito del condono fiscale e contributivo. Ma con l’1,6 per cento di deficit non ci si sta se si vuole quota 100, il reddito di cittadinanza e soprattutto se si vuole che il popolo elettore si metta in tasca qualcosa di pesante. (Sia detto per inciso, popolo elettore che come ogni sondaggio e osservazione dimostrano tiene più ad andare in pensione prima che a formarsi, a pagamento, mentre cerca lavoro).

E allora Tria è arrivato nelle ultime ore a dire: 1,9 per cento di deficit. Un punto sotto il due per cento. Due per cento che è soglia psicologica e fattuale al tempo stesso. Con l’1,9 per cento di deficit Tria può ancora sperare, solo sperare, in una sorta di miracolo che gli consenta di abbassare nel 2019 il debito pubblico almeno di uno zero virgola. Se non fa questo l’Italia subirà la diffidenza, la sfiducia e la punizione finanziaria. Non di Bruxelles, ma dei mercati, dei risparmiatori, degli investitori.

Ma due per cento è anche soglia psicologica e fattuale per il grande partito della spesa e cioè M5S e cioè Di Maio. Di Maio ha bisogno mper iol suo elettorato sia del reddito di cittadinanza in carne e ossa sia del reddito di cittadinanza bandiera e simbolo. Ha bisogno di sfoare il due per cento per far vedere che si può e che M5S può e comanda.

Quindi il deficit alla fine sarà due per cento sul Pil più qualche cosa dopo il due. A Di Maio un 2,1 basterà, sarà la sua bandiera. Sotto non ci starà, non ci sta. Con il 2,1 per cento di deficit non fai tutto quello che hai promesso però hai da stampare e distribuire una dozzina di miliardi che Lega e M5S si divideranno.

Che succederà col deficit al due e qualcosa per cento nel 2019? Niente succederà secondo Di Maio. Niente di brutto, anzi. Se così sarà, avrà ovviamente avuto ragione. Ma sarebbe onesto e corretto da parte di M5S e Di Maio vice premier dire onestamente: pensiamo non accada nulla con un deficit così ma, succedesse qualcosa, ce ne assumiamo la responsabilità.

Peccato, davvero peccato che Di Maio e M5S questo non dicano e facciano. La loro reticenza ad assumersi la responsabilità eventuali della scelta di gonfiare il deficit alimenta il dubbio che guai possano arrivare. Di Maio dice: Francia fa deficit al 2,8 per cento. Perché noi no, non siamo forse sovrani come i francesi?

Di Maio…Il deficit facciamo che sia il…colesterolo. Il debito facciamo che siano i chili, il peso corporeo. Se pesi 90 chili e hai un colesterolo 2,8 non è la stessa cosa che se pesi 133 chili e hai un colesterolo 2,8. Di Maio prescrive l’ictus e chissà se lo sa. L’Italia ha un debito pubblico del 133 per cento sul Pil, la Francia del 97. Aumentare il deficit (peraltro la Francia lo fa dello 0,2 per cento su quello previsto, Di Maio prescrive che l’Italia lo aumenti del 2 per cento, dieci volte di più) non è la stessa cosa sovrana se hai debiti pubblici diversi per entità e peso.

Certo, l’Italia è sovrana e sovranamente come ogni organismo può decidere di assumere più grassi, fumare di più, stare più sdraiata sul divano, deliziarsi di junk food e di bevande zuccherate. Può farlo, sovranamente farlo. Salvo poi dire, lacrimando nazionalismo pezzente, perché a lui che pesava 40 chili meno di me l’ictus non è venuto? Eppure abbiamo mangiato la stessa quantità di cibo! Complotto, ingiustizia!