Deficit calerà, “merito degli ultimi governi”. Non è Monti il “salvatore”

Pubblicato il 23 Febbraio 2013 10:23 | Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio 2013 10:23
Deficit calerà, "merito degli ultimi governi". Non è Monti il "salvatore"

Mario monti e José Manuel Barroso (foto Ansa)

ROMA – Sale la disoccupazione in Italia nei prossimi anni, cala il deficit, ma non è tutto merito di Monti. Lo dice l’Europa, lo scrive tra le righe anche Beda Romano sul Sole 24 Ore. Il risanamento dei conti pubblici è infatti avvenuto grazie alle politiche “degli ultimi anni”: quindi qualche merito ce l’avranno anche i governi precedenti a quello tecnico.

Deficit

Partiamo proprio dai dati sul deficit italiano: il Rapporto della Commissione Europea che ha dato spunto all’analisi dice che il rapporto deficit/Pil è stato del 2,9% nel 2012. Invece nel 2013 e nel 2014 la previsione europea è che questo rapporto scenda al 2,1%.

Merito, scrive la Commissione, delle politiche di risanamento dei conti pubblici “degli ultimi anni”, e Romano (che pure ha visto “con simpatia” il governo Monti) non si può esimere dal riportare questa osservazione. Perché vuol dire che Monti ha operato sul terreno preparato da altri. Ergo, non è totalmente vero che è lui il “salvatore dei conti della patria”. E chi lo dice e lo ha detto (come ad esempio lo stesso Tesoro italiano) ha perlomeno “forzato” la realtà dei fatti.

Debito

Romano riporta anche i dati relativi al debito pubblico, che crescerà ancora prima di cominciare (finalmente) a scendere nel 2014: “Dovrebbe scendere solo dal 2014 in poi, dopo aver toccato un picco al 128,1% del Pil alla fine di quest’anno”.

Pil

Altri dati zoppicanti sono quelli che riguardano il Prodotto Interno Lordo. Secondo l’Europa scenderà ancora dell’1% nel 2013 (nel 2012 aveva fatto registrare un -2,2%). Ma nel 2014, almeno, ci sarà una risalita dello 0,8%.

Disoccupazione

Questi sono i dati più allarmanti per l’Italia: il tasso di disoccupazione (al 10,6% nel 2012) crescerà fino all’11,6% nel 2013 e fino al 12% nel 2014. Nonostante, e questo Romano, ci tiene a sottolinearlo, l’Europa abbia applaudito alla riforma del lavoro del governo Monti.