Delega Fiscale: ecco le 16 novità che cambieranno il Fisco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 febbraio 2014 19:16 | Ultimo aggiornamento: 19 dicembre 2014 16:42
Delega Fiscale: ecco le 16 novità che cambieranno il Fisco

Delega Fiscale: ecco le 16 novità che cambieranno il Fisco (LaPresse)

ROMA – La Camera ha approvato con 309 sì, nessun contrario e 99 astenuti la legge che dà la delega fiscale al Governo per riscrivere entro un anno “un sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita”. Legge che si trascina in Parlamento dalla scorsa legislatura.

Perché si traduca in fatti ci vorrà una fase 2, ovvero l’elaborazione ed emanazione dei decreti attuativi che permetteranno alla delega di diventare concretamente operativa.

Sono tante le novità che cambieranno il Fisco, riassumibili in 16 punti, dalla riforma del catasto al contrasto alla ludopatia, dalla revisione degli sconti fiscali alla compensazione tra debiti e crediti. Ecco una mappa delle principali misure:

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Cosa c’è nella legge di delega fiscale

Il testo è composto da 16 articoli che riguardano alcuni principi generali e le procedure di delega;
la revisione del catasto dei fabbricati, nonché norme in materia di evasione ed erosione fiscale;
la disciplina dell’abuso del diritto e dell’elusione fiscale;
norme in materia di tutoraggio, semplificazione fiscale e revisione del sistema sanzionatorio, la revisione del contenzioso e della riscossione degli enti locali;
la delega per la revisione dell’imposizione sui redditi di impresa e la previsione di regimi forfetari per i contribuenti di minori dimensioni, nonché per la razionalizzazione della determinazione del reddito d’impresa e di imposte indirette e in materia di giochi pubblici;
la delega ad introdurre nuove forme di fiscalità ambientale.

RIFORMA DEL CATASTO: è uno dei punti centrali del provvedimento, anche se ne sono gettate solo le fondamenta. Per arrivare ad una vera e propria rivalutazione degli immobili, più vicina alla realtà, ci vorranno infatti circa 5 anni. La revisione proposta nella delega prevede che il valore e la categoria non si basi più sui vani, ovvero sul numero di stanze, ma sui metri quadrati. La rendita finale sarà poi determinata da una formula matematica che metterà in relazione tutte le caratteristiche, dal valore di mercato alla posizione.

STOP PUBBLICITÀ GIOCHI: viene stabilito il divieto degli spot pubblicitari nelle trasmissioni radio e tv per i giochi che prevedono vincite in denaro che inducono comportamenti compulsivi. L’obiettivo è contrastare la ludopatia.

RIFORMA DELL’8 PER MILLE DELL’IRPEF: viene indicata la strada, ma le modalità sono rimandate ai decreti delegati.

RIORDINO DEGLI SCONTI FISCALI: l’obiettivo è la revisione di più di 700 voci che riguardano sia le famiglie che le imprese.

LOTTA ALL’EVASIONE: viene rafforzata grazie ai limiti al pagamento in contante, a vantaggio dei metodi di pagamento tracciabili, nonché alla fatturazione elettronica, a cui si aggiunge il confronto tra le informazioni di contabilità nazionale e quelle acquisiti tramite l’anagrafe tributaria. Le maggiori entrate “al netto di quelle necessarie al mantenimento dell’equilibrio di bilancio e alla riduzione del rapporto tra il debito e il pil” devono essere trasferite al Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale

COMPENSAZIONE DEBITI-CREDITI: il meccanismo, già introdotto con il decreto sui debiti p.a. e con il Destinazione Italia, viene generalizzato per quanto riguarda i crediti di imposta spettanti al contribuente e i debiti di imposta a suo carico.

RAZIONALIZZAZIONE SPESE FISCALI: annualmente il Governo dovrà stilare un rapporto, da allegare alla Legge di Stabilità, relativo alla razionalizzazione delle spese fiscali, al fine di riformare o eliminare le esenzioni, nonché i regimi fiscali di favore, considerati inadeguati al contesto socioeconomico di riferimento.

PACCHETTO IMPRESE: per le aziende è prevista l’istituzione di sistemi di controlli e prevenzione del rischio fiscale. Le piccole imprese potranno ricevere una riduzione degli adempimenti fiscali, aderendo a programmi di tutoraggio. Saranno previste maggiori possibilità di rateazione per i debiti tributari e nuove forme di tassazione per i redditi di impresa.

BONUS RISTRUTTURAZIONI: previsti sgravi sugli immobili per messa a punto di opere di adeguamento alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica.

LA DELEGA FISCALE NEL DETTAGLIO
1. La delega per la revisione del sistema fiscale

Nell’esercizio della delega il Governo deve attenersi, oltre che ai singoli criteri direttivi esplicitati in ciascun articolo della proposta in esame, al rispetto dei princìpi costituzionali, in particolare di quelli di cui agli articoli 3 e 53 della Costituzione, nonché del diritto dell’Unione europea; al rispetto dei princìpi dello statuto dei diritti del contribuente, con particolare riferimento al rispetto del vincolo di irretroattività delle norme tributarie;
le nuove norme devono inoltre essere coerenti con quanto stabilito dalla legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di federalismo fiscale.
Ulteriori principi di delega riguardano: la tendenziale uniformità della disciplina delle obbligazioni tributarie;
il coordinamento e la semplificazione degli obblighi contabili e dichiarativi dei contribuenti;
la coerenza e uniformità dei poteri in materia tributaria;
la generalizzazione del meccanismo della compensazione tra crediti d’imposta vantati dal contribuente e debiti tributari a suo carico.

Quanto alla procedura per l’emanazione dei decreti legislativi attuativi, si prevede che le Commissioni parlamentari competenti e per i profili finanziari hanno 30 giorni (prorogabili di altri 20) per l’espressione del parere, trascorsi i quali il provvedimento può essere comunque adottato. Si prevede altresì una procedura rafforzata analoga a quella prevista per i decreti attuativi della legge sul federalismo fiscale: qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, il Governo è tenuto a trasmettere nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modifiche. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro dieci giorni, decorsi i quali i decreti possono essere comunque adottati. Il Governo, nei 18 mesi successivi dalla data di entrata in vigore di ciascun decreto attuativo, può adottare eventuali decreti correttivi e integrativi.

2. La riforma del catasto: la rendita catastale si misura in metri quadri e non più in vani

Attraverso la riforma del catasto degli immobili (articolo 2) si intende correggere le sperequazioni delle attuali rendite, accentuate a seguito dell’introduzione di un nuovo moltiplicatore per il calcolo dell’imposta municipale sperimentale (IMU). Tra i principi e criteri per la determinazione del valore catastale la delega indica, in particolare, la definizione degli ambiti territoriali del mercato, nonché la determinazione del valore patrimoniale utilizzando il metro quadrato come unità di consistenza in luogo del numero dei vani. E’ assicurato il coinvolgimento dei comuni nel processo di revisione delle rendite, anche al fine di assoggettare a tassazione gli immobili ancora non censiti. La riforma deve avvenire a invarianza di gettito, tenendo conto delle condizioni socio-economiche e dell’ampiezza e composizione del nucleo familiare, così come riflesse nell’ISEE, da rilevare anche attraverso le informazioni fornite dal contribuente, per il quale sono previste particolari misure di tutela anticipata in relazione all’attribuzione delle nuove rendite, anche nella forma dell’autotutela amministrativa. E’ previsto un meccanismo di monitoraggio da parte del Parlamento del processo di revisione delle rendite.

Nel corso dell’esame al Senato è stata riformulata la previsione di un regime fiscale agevolato per la messa in sicurezza degli immobili, nel senso di prevedere un regime agevolato per la realizzazione di opere di adeguamento degli immobili alla normativa in materia di sicurezza e di riqualificazione energetica e architettonica.

Contestualmente devono essere aggiornati i trasferimenti perequativi ai comuni. Sono ridefinite le competenze delle commissioni censuarie, in particolare attribuendo loro il compito di validare le funzioni statistiche (che sanno pubblicate al fine di garantire la trasparenza del processo estimativo) utilizzate per determinare i valori patrimoniali e le rendite, nonché introducendo procedure deflattive del contenzioso.

A garanzia dei saldi di bilancio, dalla riforma non devono derivare nuovi o maggiori oneri: conseguentemente dovranno essere utilizzate prioritariamente le strutture e le professionalità già esistenti nell’ambito delle amministrazioni pubbliche. Al riguardo si segnala che la legge di stabilità 2014 (articolo 1, comma 286) autorizza la spesa di 5 milioni per il 2014 e di 40 milioni per ciascuno degli anni dal 2015 al 2019 al fine di consentire la realizzazione della riforma del catasto.

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