Dichiarazione dei redditi, come non lasciare nemmeno un euro in più al Fisco e risparmiare sulle tasse

Pubblicato il 4 Aprile 2011 15:28 | Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2011 15:32

ROMA – I motori del Fisco si cominciano a scaldare il 2 maggio con la consegna del 730 al sostituto d’imposta e continueranno fino alla scadenza del 30 settembre con la trasmissione telematica del modello Unico.

Come si fa dunque a non lasciare nemmeno un euro al Fisco e a risparmiare tutto il possibile sulle tasse? Conservare qualche soldo in più in realtà si può dalla ristrutturazioni all’Rc auto fino alle medicine. Secondo quanto spiega il Corriere Economia ci spiega tanti piccoli escamotage per destreggiarci nella corsa alle dichiarazioni.

Il primo passo è quello di raccogliere scontrini, fatture e bollettini che documentino le spese. Si può iniziare dalla raccolta dei conti in farmacia, visto che il 19% lo restituisce il Fisco se documentiamo l’acquisto (al netto di una franchigia, omnicomprensiva per tutte le spese ‘sanitarie di 129,11 euro). Per scontare i medicinali però bisogna avere lo «scontrino parlante», cioè con il codice fiscale del cliente.

Poi c’è il capitolo risparmio energetico. In breve a fine 2011 sparisce la possibilità di sgravi del 55% sugli interventi come il cambio degli infissi o i pannelli solari o ancora la sostituzione degli impianti di riscaldamento con le caldaie a compensazione. Ecco come muoversi perché la detrazione andrà ripartita in 10 rate annuali contro le 5 previste per i lavori svolti nel 2010 e le spese agevolabili al 55% comprendono sia i costi per l’esecuzione delle opere edili sia quelli di realizzazione.

Inoltre, secondo quanto spiega il Corriere della Sera importanti sono le pensioni per non farsi sfuggire le agevolazioni del fisco. “La contribuzione a fondi pensione chiusi, fondi aperti e Pip dà diritto a una deduzione dal reddito dei contributi pagati entro il limite di 5.164,57 euro, considerando sia i versamenti effettuati direttamente sia quelli a carico del datore di lavoro. Ipotizzando un versamento di 200 euro al mese il risparmio non è certo da buttare via: 647 euro per chi ha un reddito da 15 a 28mila euro, 912 tra 28 e 55.000, 984 tra 55 e 75mila euro, 1.032 oltre i 75.000 euro. Questa è l’unica forma di investimento finanziario agevolata dal Fisco. E, come avveniva in passato con le polizze vita, la deduzione si traduce in moltiplicatore delle performance. Riprendendo l’esempio di prima vengono messi a fruttare 2.400 euro ma, ad esempio per chi ha un reddito di 3.000 euro, l’investimento effettivo è di 1.488 (2.400 meno 912)”.

Poi ancora non è da sottovalutare l’aiuto per il mutuo della casa gli interessi pagati sono detraibili fino a una spesa massima di 4.000 euro, si risparmiano dunque 760 euro. Per la detrazione bisogna essere intestatari sia del mutuo che dell’immobile ed essa va ripartita tra gli intestatari del mutuo.

Non va trascurato nemmeno il contributo dell’Rc auto. Spiega il Corriere che c’è la detrazione del 20% sulle spese per la sostituzione di frigoriferi e congelatori o loro combinazioni purché di classe energetica non inferiore ad A (spesa massima 1.000 euro per apparecchio). Sono detraibili al 19% le spese sostenute per :’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture e impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica per i figli di età compresa tra i 5 e i 18 anni. La detrazione spetta nel limite di spesa di 210 euro per ciascun ragazzo. E ancora c’è lo sconto del 19% anche per la frequenza di asili nido, pubblici o privati, per una spesa massima di 632 euro.

E ancora, afferma il quotidiano, “se, infatti, ci si accorge che nella dichiarazione dei redditi dello scorso anno non sono stati inseriti oneri deducibili o detraibili di importo significativo (ad esempio la ristrutturazione del condominio), o ci si è magari dimenticati di indicare gli acconti versati o di riportare le ritenute subite, si può ancora recuperare presentando entro il 30 settembre via web un Unico integrativo a proprio favore in cui inserire le spese od oneri «dimenticati» (o entro il 30 giugno in posta per chi ancora pub presentare Unico cartaceo)….Il credito risultante dalla dichiarazione integrativa pub essere immediatamente utilizzato in compensazione con le imposte da pagare a saldo nella dichiarazione dei redditi per l’anno successivo, ossia per redditi 2010, senza dover attendere i tempi lunghi dei rimborsi. Chi invece non ha versato gli acconti 2010, per dimenticanza o per carenza di liquidità, può avvalersi del «ravvedimento operoso» versando tali importi con una sanzione veramente ridotta, pari al 3%, oltre agli interessi legali (1% annuo fino al 2010 e 1,5% dal 2011). Da febbraio 2011 la sanzione è stata portata al 3,75%, ma l’aumento non riguarda le infrazioni commesse fino al 31 gennaio scorso”.

Infine c’è la cedolare secca che quest’anno non compare nella dichiarazione dei redditi, ma è a scelta del proprietario che potrebbe decidere di adottarla. In pratica è la possibilità di pagare sui canoni di affitto percepiti dal 2011 un’aliquota fissa del 19% per i contratti a canone concordato nelle città ad alta tensione abitativa (durata 3 anni più 2) o al 21% dell’affitto per gli altri contratti, come quelli a canone libero (durata 4 anni più 4), al posto delle normali aliquote Irpef che vanno dal 23% al 43%.