Diego Lorenzon evase 260mila € per pagare gli operai: assolto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 dicembre 2016 10:32 | Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2016 10:56
Diego Lorenzon evase 260mila € per pagare gli operai: assolto

Diego Lorenzon evase 260mila € per pagare gli operai: assolto

ROMA – Diego Lorenzon evase 260mila € per pagare gli operai: assolto. Ogni epoca fatalmente ha bisogno di eroi: quella della crisi che solo ora ci siamo forse messi alle spalle può riconoscere il suo in Diego Lorenzon, di professione imprenditore, che pur di continuare a pagare gli operai ha evaso l’Irpef, non licenziando nessuno e salvando l’azienda metalmeccanica di famiglia, la Poolmeccanica di San Michele al Tagliamento (Pordenone).

A quattro anni dai fatti, e comunque essendo finito sotto processo per i 260mila euro di Irpef evasi, un giudice ha riconosciuto che fece bene, che l’evasione fiscale a quelle condizioni è un fatto che non costituisce reato. Assoluzione piena dunque per Lorenzon.

La vicenda – emblematica e istruttiva per comprendere il dramma del circolo vizioso di un credito che chiude i rubinetti, i debitori che incalzano, gli operai senza stipendio, uno Stato che non paga i fornitori ma pretende tasse puntuali – ha avuto l’epilogo commovente che meritava proprio in tribunale. Diego Lorenzon, 53 anni, in questi anni ci ha rimesso la salute pur di salvare l’azienda, al punto di insistere per essere ascoltato subito dal giudice temendo che al rinvio di gennaio potesse non arrivare. Accompagnato dal suo avvocato ha rilasciato una dichiarazione spontanea dove ha raccontato come sono andate le cose: “in aula avevano tutti gli occhi gonfi”, sottolinea Massimo Gramellini su La Stampa.

L’azienda ora va bene e consta 50 addetti, ma Lorenzon ha spiegato bene le difficoltà in cui versava tra il 2009 e il 2012, le difficoltà, i decreti ingiuntivi che arrivavano dagli avvocati dei fornitori. Lorenzon ha spiegato di aver saldato i suoi debiti, di aver pagato quasi 7 milioni di euro di tasse in 10 anni, nonché il 30% di sanzioni per i ritardi. Ha ricordato anche la presenza in azienda della guardia di finanza, due mesi nei quali i baschi verdi non trovarono irregolarità.

Al termine della sua dichiarazione spontanea, ci si attendeva il rinvio a giudizio, ma in virtù delle parole dell’imputato e della necessità di chiudere in tempi brevi il processo, il giudice ha chiuso l’istruttoria e invitato le parti a concludere. Dopo pochi minuti concessi al pm e all’avvocato difensore, il giudice ha assolto l’imprenditore, poiché il fatto non costituisce reato. (VeneziaToday)