Dipendenti pubblici, nel 2014 in 13mila rubano 6 miliardi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 novembre 2014 10:56 | Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2014 10:56
Dipendenti pubblici, nel 2014 in 13mila rubano 6 miliardi

Dipendenti pubblici, nel 2014 in 13mila rubano 6 miliardi

ROMA – Dipendenti pubblici, nel 2014 in 13mila rubano 6 miliardi. Tra il 2013 e il 2014 (fino a settembre) 13.355 dipendenti pubblici disonesti hanno causato un danno allo Stato stimabili in 5 miliardi e 789 milioni di euro. Lo dice un rapporto firmato Guardia di Finanza e Corte dei Conti.

Parliamo di funzionari statali che rubano all’amministrazione, frodano sui fondi europei, truccano gli appalti, pilotano le gare, affidano costose consulenze esterne per simpatia e interesse. Il documento segnala e certifica la corruzione quale pratica nazionale: si froda, si omette, si abusa perché incentivati a prendere mazzette al solo scopo di arricchimento personale.

La sanità è l’ambito privilegiato della mala gestione nella cosa pubblica. Solo nel 2014 c’è stato un incremento del 24% nel numero dei casi: la Calabria veste la maglia nera. Si va dalle mega truffe al medico che firma il cartellino in ospedale e intanto visita privatamente, o il direttore sanitario a Spoleto che invece di dirigere se ne stava alla Onlus da lui fondata non rinunciando però all’indennità di esclusiva.

Nulla, in termini di costi, rispetto a quanto succedeva alla Asl Napoli 1 Centro: la Finanza ha verificato come tutti i fornitori venissero pagati due volte, 32 milioni di aggravio erariale. Questo per spiegare anche il buco perenne sulla sanità in carico alle Regioni.

A 15 amministratori è stato chiesto conto per questa emorragia indotta, insieme alla richiesta di spiegare perché documenti e fatture per 560 milioni di euro fossero finite in uno scantinato abbandonato. E’ anche per questo che i conti delle Regioni, prima che fuori controllo sono imperscrutabili e quindi non rintracciabili al radar di una seria spending review.