Dirigenti decaduti fanno causa a Agenzia Entrate e a Renzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Ottobre 2015 9:24 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2015 9:24
 Dirigenti decaduti fanno causa a Agenzia Entrate e a Renzi

Dirigenti decaduti fanno causa a Agenzia Entrate e a Renzi

ROMA – Degli oltre 800 dirigenti dell’Agenzia delle Entrate decaduti perché sprovvisti del titolo (nominati senza concorso), la metà circa, 400 persone, è passata alle vie legali: ha citato cioè in giudizio la stessa Agenzia delle Entrate (nella persona di Rossella Orlandi, il direttore) e il Governo, nella persona del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

La vicenda è nota: essendo stati inseriti come dirigenti nell’organico dell’Agenzia delle Entrate attraverso procedure interne e non tramite concorso pubblico, una sentenza della Corte Costituzionale li ha di fatto retrocessi invalidando quella nomina. Guadagnavano in media circa 4mila euro al mese, ne guadagnano circa 1700.

La vicenda aveva fatto scalpore per paura che tutti gli atti da loro firmati potessero essere dichiarati illegittimi (rischio di nullità peraltro scongiurato o perlomeno circoscritto a pochi casi).

 

I dirigenti sono oggi venuti allo scoperto, hanno assunto il legale che è riuscito a far condannare l’Italia dalla Corte di Giustizia Europea (sentenza Mascolo) sulle mancate assunzioni a tempo indeterminato dei precari scuola italiani con almeno tre anni di servizio. L’avvocato che li rappresenta ha denunciato al Tribunale Civile di Roma Renzi e la Orlandi: il primo proprio perché non ha dato attuazione in Italia alla normativa che prevede appunto l’assunzione a tempo indeterminato dopo tre anni.

La seconda perché il giorno della sentenza dei magistrati della Corte Costituzionale firmò le lettere di revoca dell’incarico a tutti i dirigenti, avallando e formalizzando la decadenza imposta dall’Alta Corte.

Cosa chiedono? Rivogliono il posto di lavoro, e cioè la stabilizzazione del loro status dirigenziale a tempo indeterminato. Vogliono un risarcimento, sullo stipendio decurtato e per il danno subito alla loro progressione di carriera. In tutto, considerando la causa comune, una sessantina di milioni di euro.