Donne d’impresa, Elisabetta Canale spiega il futuro sostenibile del camping nel secolo 21: addio tende

di Orietta Malvisi Moretti
Pubblicato il 20 Febbraio 2022 - 20:07
Donne d'impresa, Elisabetta Canale spiega il futuro sostenibile del camping nel secolo 21: addio tende

Donne d’impresa, Elisabetta Canale spiega il futuro sostenibile del camping nel secolo 21: addio tende

Donne d’impresa, Elisabetta Canale AD di ‘Marina di Venezia’ di Cavallino Treporti (Venezia).

Nel 1974 Elisabetta Canale inizia la sua attività nel settore  delle materie plastiche. Dal 1984 al 1990 AD Igatplast, nel settore masterbach. Dal 1991 è AD di Marina di Venezia SpA, che gestisce il Camping Village Marina  di Venezia a Cavallino Treporti, (VE).

Dal 2006 vicepresidente dell’Associazione Piccoli Punti, (che si occupa di ricerca e prevenzione del melanoma cutaneo, in collaborazione con l’Istituto Oncologico  Veneto dell’Azienda Ospedaliera di Padova). Infine, ma non ultima cosa, è vicepresidente di AIDDA nazionale.

Racconta del Marina di Venezia a Cavallino Treporti, un camping village che accoglie oltre 1.200.000 turisti l’anno. E che camping! Il 70% degli ospiti sono stranieri, con una clientela fidelizzata da più di 60 anni di attività.  Elisabetta è figlia di Romolo Canale, vero pioniere nel settore dell’open air.

Ha raccolto il testimone e guida un’azienda con 100 dipendenti e un fatturato di 23 milioni di euro.

“Siamo tra i 158 campeggi (su oltre 28.000 in Europa) riconosciuti come Eccellenze dall’ADAC, Touring Club Tedesco, il massimo organo europeo che certifica la qualità dei servizi offerti e il livello delle infrastrutture. Sul litorale di Cavallino Treporti, un lembo di terra tra la laguna di Venezia e il mare, vi sono ben 10 di queste Eccellenze, tant’è che non a caso, quest’area è riconosciuta come “ Capitale Europea del Turismo Open Air”.

 “A chi immagina ancora il campeggio con la tenda dobbiamo dare un giusto e doveroso aggiornamento. Oggi si è passati a roulottes confortevoli, camper superaccessoriati e soluzioni abitative immerse nel verde. Poi naturalmente c’è il livello dei servizi erogati, che sono sempre più importanti e diversificati, per soddisfare una clientela sempre più esigente.

Come nel settore food, dove offriamo un servizio di alta ristorazione, con 5 ristoranti e un’ampia proposta di cucina tipica italiana, ma anche un’attenzione alla cultura gastronomica, con esperienze dirette e visite ai produttori del territorio; molto importanti anche le proposte di svago, con sport, spettacoli ed escursioni alla scoperta delle bellezze della laguna.

Il turismo è diventato un signor turismo: d’estate il ‘Marina di Venezia’ non è più un camping, ma una vera e propria cittadina con 12mila abitanti, su 70 ettari di superficie, un bel chilometro di spiaggia e un invidiabile parco acquatico di 15 mila metri quadrati. Ci sono negozi di tutti i tipi, lungo un bellissimo centro commerciale, il Listòn, al quale è stato conferito il prestigioso premio ‘Dedalo Minosse’, per l’innovazione del progetto architettonico, fra i 26 migliori progetti al mondo”. Un’attività nella quale Elisabetta è molto impegnata e non a caso. Le abbiamo chiesto:

Come nasce la sua passione per il turismo?

Fin da bambina ho respirato l’atmosfera del ‘Marina di Venezia’, e quindi sono stata per prima un’ospite di questo bellissimo posto, che ho sempre amato. Quando ho assunto l’incarico in azienda ho voluto continuare il lavoro iniziato da mio padre, portandolo ai massimi livelli. Oggi siamo un camping village 5 stelle grazie ad un team molto forte e affiatato, con cui condivido scelte e sfide. Amo il lavoro di squadra e mi appassiona lavorare in questo ambito, dove l’innovazione e la creatività hanno un ruolo fondamentale.

Nonostante la pandemia il vostro lavoro continua a dare soddisfazioni. Merito sicuramente del vostro servizio di accoglienza, dell’attenzione che date all’Ospite, offrendo persino un ambulatorio veterinario per gli ospiti a 4 zampe. Con tante gite organizzate in laguna, visite guidate via nave e percorsi in  bicicletta, persino visitare Venezia è diventata l’ultima opzione. Cosa avete in mente ancora per il prossimo futuro della vostra struttura?

La vacanza è sempre di più un’esperienza ‘senza confini’

In essa natura, bellezza e molteplicità delle esperienze si devono fondere in modo armonioso, stimolante e sempre nuovo. L’Ospite deve poter trovare privacy e sicurezza ma anche un territorio circostante vivo e autentico, dove apprezzare uno stile di vita tipico. Da alcuni anni la vacanza ha dei format che cambiano sempre: non più solo le due-tre settimane d’agosto in famiglia, ma anche brevi vacanze, magari in compagnia di amici o in coppia, anche nei mesi primaverili o a ottobre, per ‘staccare’ e rilassarsi a contatto con la natura. Infatti noi siamo aperti da aprile ad ottobre.  

Un camping a 5 stelle dove ogni ospite ha una permanenza media di 9 giorni. Un business che non sembra essersi fermato neppure in questo periodo di così grave crisi. Qual è il vostro segreto? 

Non abbiamo segreti ma non ci fermiamo mai, siamo sempre pronti a rilanciare e ci dedichiamo con passione alla cura di ogni dettaglio, perché tutto è importante. Il nostro settore richiede un’attenzione continua all’innovazione e noi non smettiamo mai di studiare, di trovare ispirazione, di confrontarci con le realtà internazionali. E poi contano le persone: affiatamento, dedizione, empatia sono parte integrante della nostra idea di professionalità. Il risultato è un ambiente, quell’atmosfera particolare che si respira al Marina di Venezia e che ci viene riconosciuta prima di tutto dai nostri ospiti. 

A proposito di Aidda, l’Associazione di cui Elisabetta è vicepresidente nazionale impegnata da sempre nella valorizzazione del femminile in tutte le sue declinazioni. Nei programmi del Marina di Venezia ci potrà essere posto anche per qualche progetto che consenta di aiutare alcune profughe afghane.

In questo  terribile momento così difficile per tante donne di quel Paese.

È sicuramente un’iniziativa lodevole e siamo pronti a valutare ogni possibilità per dare il nostro contributo. È comunque fondamentale, per inserirle nel mondo del lavoro, soprattutto nel turismo, un’adeguata e specifica formazione. Aidda si è resa subito disponibile ad offrire questa formazione, in modo da creare per queste donne un progetto di crescita solido e concreto.

 Concludiamo chiedendole: il futuro del camping è quello di essere un’impresa sempre più sostenibile?

Certamente, non lo siamo solo adesso ma da sempre, perché lo spirito green è nel nostro DNA. Dai pannelli fotovoltaici e solari, alla mobilità elettrica, ad un sistema virtuoso di riciclo delle acque del parco acquatico, all’attenzione per gli imballi e i materiali che utilizziamo, fino alla progettazione delle nostre nuove strutture: tutto qui è finalizzato alla tutela ambientale e ispirato alla sostenibilità. Voglio ricordare anche che facciamo parte di un progetto pilota europeo a tutela del ‘fratino’, un raro esemplare di uccello migratore in via di estinzione, che nidifica sulle dune, antistanti la nostra spiaggia.

L’ambiente è la nostra risorsa più importante e quindi siamo assolutamente impegnati alla sua massima tutela.