Donne d’impresa, Margherita Boiero, al timone di una multinazionale della salute: una azienda in tempo di covid

di Orietta Malvisi Moretti
Pubblicato il 28 Novembre 2021 20:23 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2021 20:23
Donne d'impresa, Margherita Boiero, al timone di una multinazionale della salute: una azienda in tempo di covid

Donne d’impresa, Margherita Boiero, al timone di una multinazionale della salute: una azienda in tempo di covid

Donne d’Impresa: Margherita Boiero. Una piemontese doc restia alle interviste ma con un mondo di esperienza alle spalle.

Ermetica, essenziale, elegante e cortese nelle sue risposte puntuali ed esaustive. Questa è Margherita Boiero, amministratore delegato di Borla spa. Non è figlia d’arte. Ci racconta di avere fatto un passo dietro l’altro. Una sacrosanta gavetta in ufficio, avendo però avuto la grande fortuna di collaborare con un importante e vero imprenditore: Ernesto Guala.

“È stata per me una grandissima fortuna lavorare insieme a lui – dice – perché ho sempre potuto avere valorizzate tutte le mie intuizioni e strategie per l’azienda. Eravamo sinergici e con lui abbiamo operato tutta la vita per l’azienda con reciproche soddisfazioni ed entusiasmo.

L’azienda infatti ha continuato a crescere negli anni ad un ritmo costante del 15% annuo.

Fin dall’inizio in cui siamo entrati nel settore medicale – 1974 – abbiamo fatto la scelta di mantenere la produzione principale in Italia dove abbiamo adesso 3 stabilimenti.

Abbiamo poi aperto uno stabilimento in Irlanda, per produrre articoli di cui non avevamo la tecnologia. E siamo parte di due aziende negli Stati Uniti che si occupano dello sviluppo di prodotti per la somministrazione di farmaci oncologici. E come altre multinazionali siamo orgogliosamente presenti in tutto il mondo”.  

Una domanda che probabilmente non la coglie di sorpresa, quando le chiedo che fine ha fatto la sua famiglia. Ci risponde infatti che oggi sua figlia Federica ha 41 anni. Non pensava di essere adatta ad un lavoro in ufficio, così ha una sua attività per sua scelta. 

Le sue risposte sono estremamente dirette e sincere e Margherita Boiero non nasconde che ha dovuto sacrificare molte delle sue energie dedicando il 75% del suo tempo al lavoro per far crescere l’azienda.

I tanti sensi di colpa verso la figlia

Sensi di colpa tanti – confessa – nei riguardi di mia figlia, anche se – dice – ho sempre cercato di seguirla nei suoi interessi, nello sport, nella scuola e naturalmente riservandole tanto amore in tutti i momenti che abbiamo potuto vivere insieme.

Però – continua – un uomo o una donna, quando affrontano un lavoro impegnativo come il mio, per una propria scelta ben precisa, purtroppo, qualcosa devono sempre sacrificare. Ma sono, appunto, scelte di vita.

È vero che nel mio settore io mi sono sempre trovata in mezzo a tanti uomini, ai vertici delle multinazionali, ma, oggi devo dire che ci sono molte più donne manager che, comunque, come me, hanno dovuto affrontare ed affrontano per la carriera molti sacrifici e scelte difficili.

Una vita dedicata al lavoro e senza rimpianti? 

“Sì ho fatto delle scelte di vita importanti e difficili, per cui i rimpianti non me li faccio venire, anche se a volte qualche senso di colpa c’è stato nei confronti di mia figlia.” Un attimo di silenzio poi riprende: “la mia gioia più grande, però è che mia figlia Federica mi ripete sempre: “Mamma non vorrei avere avuto una mamma diversa da te”.

A proposito di questo periodo di pandemia da Covid-19, quali sono le strategie ed il modus operandi e vivendi della sua azienda?

Quando è scoppiata la pandemia ci siamo resi conto di quanto la nostra funzione fosse importante ed indispensabile. I clienti, aziende multinazionali che assemblano e vendono i set agli ospedali, erano preoccupatissimi e costantemente ci chiedevano di produrre quanto più possibile per far fronte alle necessità degli ospedali. Siamo stati in grado di reagire con estrema efficienza chiedendo a tutte le maestranze di fare il massimo sforzo, superando egoismi e paure. Come azienda abbiamo messo in atto tutte le misure di massima sicurezza per i dipendenti e siamo così riusciti a soddisfare tutte le richieste che ci sono pervenute.

È stato un grande risultato per il quale abbiamo ricevuto lettere dal CEO di una grande multinazionale di questo tenore.

“Voglio ringraziarvi personalmente a nome della Società, dei nostri clienti ed in particolare dei pazienti di tutto il mondo, per i vostri notevoli sforzi, in un anno come nessun altro. Apprezziamo il modo in cui avete diligentemente lavorato dietro le quinte per continuare a fornire attrezzature tanto necessarie agli eroi dell’assistenza sanitaria in prima linea nella pandemia di Covid 19. E ai medici che trattano le innumerevoli altre condizioni di salute che non sono scomparse quando il mondo era in lockdown; eravate lì per noi quando il bisogno era più urgente e ciò rende anche voi degli eroi.

Insieme facciamo prodotti che salvano la vita, supportati da una strategia di crescita che ci consente di avere un impatto globale. Ma i migliori piani e le migliori strategie non hanno senso se non si possono fornire i prodotti quando la necessità è maggiore. I Vostri sforzi hanno contribuito a garantire che ciò non fosse mai un problema”

Siamo tutti molto orgogliosi di quanto fatto e di quanto stiamo tutt’ora facendo soprattutto in un anno così complicato!!!

Borla SpA, multinazionale leader nella produzione di componenti in plastica, gomma e silicone per applicazioni mediche in tutto il mondo

Plastica è sostenibile, oggi che si parla di aziende che devono sempre più essere tali?  Come avete potuto superare quella che sembra una pericolosa contraddizione?

Per quanto riguarda i presidi medico-chirurgici, ovviamente ad oggi non vi è alcuna possibilità di sostituire la plastica.  L’utilizzo del monouso consente di prevenire il rischio di infezioni e consente l’accesso alle cure anche per le popolazioni più povere grazie al costo relativamente basso.

Non esistono ancora materie plastiche biologiche di grado medicale ed occorrerà ancora parecchio tempo e molti studi per svilupparle. La sostenibilità è però un punto su cui l’azienda lavora da parecchio tempo.

Da anni infatti lavoriamo con i nostri clienti per migliorare costantemente le performance del prodotto in modo da poter utilizzare questi sistemi per più lungo tempo. Passando dalle 8 alle 96 ore e quindi riducendo drasticamente i quantitativi.

L’azienda ha fatto grossi investimenti in utilizzo di avanzate tecnologie per minimizzare l’utilizzo di energia elettrica e per evitare sfridi.

Per questo ha già sostituito in parte,  ed ha in programma la sostituzione di tutte le presse a stampaggio ad iniezione idrauliche con presse completamente elettriche. Tutte le nostre Camere bianche sono state costruite per ottenere la massima efficienza con il ricircolo aria per evitare spreco di energia.

Non sprechiamo acqua (i sistemi di raffreddamento sono a circuito chiuso). Tutta l’aria che viene emessa in ambiente è preventivamente filtrata. Stiamo ridisegnando tutti i componenti in modo da avere le stesse o migliori performance ma con riduzione di peso e quindi di utilizzo di plastica nell’ordine del 30%. Questo consente ovviamente anche di ridurre l’emissione di CO2 in ambiente.

 Dal 1974 ad oggi, il Vs. core business è stato produzione di componenti in plastica e gomma per il settore medicale, sarà sempre questo il vostro futuro?

Sì sicuramente in quanto è un campo molto specifico. Abbiamo tutta la conoscenza e l’esperienza per continuare a sviluppare prodotti in questo settore che poche altre aziende hanno e poiché nel campo dei sistemi infusionali siamo leader nel mondo, per poter crescere ancora ci stiamo spostando su prodotti per preparazione e somministrazione farmaci.  

Non solo la crisi ancora non risolta, completamente, dovuta al Covid 19, ma anche il grave problema della condizione femminile in Afghanistan. AIDDA, di cui tu fai parte, si è offerta di poter essere punto di riferimento a sostegno delle donne profughe che riusciranno a giungere in Italia. Pensi di poter essere pronta ad accogliere una loro eventuale richiesta d’aiuto, anche nella tua azienda che è così “tradizionalmente” operante in un settore squisitamente maschile?

Non vi sono preclusioni, anzi, ma è necessario personale qualificato e molta formazione. Lavoriamo molto sul capitale umano e quindi abbiamo un turnover molto basso per cui non vi sono tante posizioni vacanti. Ma se Vi sarà la possibilità, certamente daremo il nostro aiuto.