Donne d’impresa: Patrizia Lusi, ma non solo, anche e soprattutto avvocato delle cause “degli ultimi”

di Orietta Malvisi Moretti
Pubblicato il 18 Luglio 2021 - 10:25| Aggiornato il 19 Luglio 2021 OLTRE 6 MESI FA
Donne d’impresa: Patrizia Lusi, ma non solo, anche e soprattutto avvocato delle cause “degli ultimi”

Donne d’impresa: Patrizia Lusi, ma non solo, anche e soprattutto avvocato delle cause “degli ultimi”

Donne d’impresa, Patrizia Lusi, ma non solo, anche e soprattutto avvocato delle cause “degli ultimi”, due figli adolescenti e tanta buona volontà di fare per il Bene Comune. Dal mondo imprenditoriale Patrizia Lusi è passata alla politica lavorando con passione per il sociale. Così è Presidente dell’ASP “Zaccagnino” e di ARASP, associazione delle Asp di Puglia.

Da anni ha operato e opera in silenzio ma con straordinaria competenza e professionalità: appartiene anche lei ad AIDDA di cui è socia amata e fiera sostenitrice. L’Asp Dr. Vincenzo Zaccagnino è un’azienda di servizi alla persona che ha la mission di erogare servizi socio sanitari e socio assistenziali.

“Il core business dell’azienda è l’attività agricola, avendo a disposizione 2300 ha di proprietà terriera. Sin dall’insediamento del Cda che presiedo in qualità di presidente – dice Patrizia Lusi- abbiamo impostato le attività aziendali nell’ottica del miglior rendimento dei terreni per elargire il maggior numero di servizi socio sanitario e socio assistenziali.

Questo è stato possibile anche grazie alla mia esperienza professionale, perché sono stata anche amministratore delegato di una SRL (Lesvil SRL) che si occupava di creazione d’impresa attraverso finanziamenti comunitari e non.

Ho individuato infatti i punti di forza e di criticità dell’azienda ottenendo infine ottimi risultati sul piano della redditività. Per quanto riguarda l’azienda agricola abbiamo inserito le due coltivazioni di cui ci occupiamo direttamente (650 ha a grano duro e 350 a orzo da birra) in due importanti filiere con partner commerciali forti nei settori di rifermento.  

Questi  hanno garantito all’azienda il giusto introito attraverso cui abbiamo finanziato una Comunità per soggetti con diversa abilità. Anche grazie ad un finanziamento regionale abbiamo potuto garantire alla popolazione di San Nicandro Garganico (il comune in cui risiede l’azienda) buoni spesa, buoni pasto per i bambini che frequentano la mensa scolastica. E assistenza alimentare e farmaceutica per circa 60 mila euro in un anno e mezzo di pandemia. Inoltre abbiamo erogato  borse di studio a studenti meritevoli ed interventi diretti di aiuto a nuclei familiari  in condizione di disagio economico e sociale”. 

Donne, imprenditrice e  appassionato avvocato degli “ultimi”

“La pandemia ha messo in evidenza le fragilità insite in tutte le comunità urbane ed extra urbane con pericolosi scivolamenti verso la soglia di povertà di tante famiglie di ceto medio. Che improvvisamente hanno perso l’unica fonte di reddito che avevano. Attraverso un Comitato per la Gentilezza abbiamo cercato di dare risposte ai bisogni elementari di alcune famiglie (di cui continuiamo ad occuparci). Attraverso la “spesa sospesa” o piccole raccolte fondi per il pagamento delle utenze.

Devo dire che ci siamo accorti immediatamente che non si trattava di famiglie ingenerose che avrebbero potuto sfruttare la situazione per ottenere aiuti non dovuti.  Infatti, poi, nel tempo si sono sviluppati rapporti di amicizia e buon vicinato che hanno creato un senso di comunità che ha fatto bene prima di tutto a noi che abbiamo donato”. 

Si parla forse troppo poco  delle aziende del Sud eppure anche grazie alle donne di AIDDA abbiamo scoperto che esistono molte realtà importanti.

Donne imprenditrici che come Patrizia Lusi  non pensano solo agli affari ma anche al Bene Comune di persone e territorio. Quale la sua  esperienza di imprenditrice e donna?

I nostri territori sono esposti al rischio imprenditoriale ogni giorno. Anche prima della pandemia gli imprenditori si scontravano quotidianamente  con molte problematiche  di diversa natura. Penso, ad esempio, alla carenza di piattaforme logistiche o infrastrutture; cose che ci costringono ogni giorno ad “inventare” soluzioni imprenditoriali utili a contenere  le spese e garantire reddito per noi e  per i nostri dipendenti. Il “saper fare” non ci manca e tante realtà si sono addirittura rinforzate durante questo periodo di crisi. Penso ad esempio alle attività legate all’agroalimentare o all’utilizzo dei canali di vendita on line in vari settori. 

Il problema del lavoro e della fuga di tanti bei cervelli dei nostri giovani costretti ad emigrare all’estero è preoccupante. Cosa si sta facendo in Puglia per aiutare i più giovani a non dovere fuggire dall’Italia?

La Puglia incentiva gli studenti che decidono di rientrare dalle sedi universitarie che si trovano fuori Regione. Inoltre  si organizzano tante attività di collegamento tra gli Istituti Superiori (soprattutto quelli tecnici) e le realtà imprenditoriali e industriali. Ci sono infatti importanti  settori in crescita, come la meccatronica, che potrebbero  stimolare i nostri ragazzi a rimanere nei luoghi di origine. Inoltre, tanti studenti fuori sede, costretti a rientrare per la pandemia, hanno deciso di restare e questo non può che farci piacere. 

La pandemia ha travolto molte aziende ma ci sono anche aziende che hanno trovato nuove opportunità di sviluppo e crescita. 

In Puglia è  successo che la necessità di reinventarsi per sopperire alla difficoltà temporanea di incontrarsi fisicamente nelle diverse realtà aziendali, ha consentito l’individuazione di altre modalità di esercizio del lavoro e di vendita, che sono state implementate e saranno mantenute anche in seguito. Tutti gli investimenti sul digitale e sulla vendita e produzione in remoto infatti saranno mantenuti e implementati in futuro.

Come presidente di ASP Zaccagnino avete promosso un progetto di Comunità di alloggio diverse abilità. Donne d’impresa?

La Comunità è in fase di progettazione nel senso che abbiamo firmato la convenzione con la Regione per ottenere il finanziamento e stiamo organizzando la gara d’appalto per invitare le ditte a presentare proposte progettuali per la ristrutturazione e l’adeguamento dell’immobile storico in cui sorgerà la comunità. Anche in questo, il decreto semplificazioni nato a seguito della pandemia ci aiuterà a snellire i procedimenti (siamo un Ente Pubblico) e a lavorare senza troppe burocrazie e spirito positivo , come siamo abituati a fare al Sud e come il PNRR ci impone.