Dpef/ In audizione al Senato sfida Tremonti-Draghi. “La crisi sta finendo”, “No, timida ripresa solo dal 2011”

Pubblicato il 21 Luglio 2009 22:47 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2009 22:48

RO220509ECO_0018All’audizione al Senato per l’illustrazione del Dpef, Giulio Tremonti e Mario Draghi interpretano diversamente il futuro. Per il ministro dell’Economia, i segnali incoraggianti per l’economia italiana ci sono: «Le entrate stanno tenendo. La caduta si sta fermando».

Le velocità del crollo del sistema economico provocato dalla crisi mondiale, dunque, starebbe diminuendo e interventi più coraggiosi da parte del governo, come chiedeva l’opposizione, avrebbero avuto solo l’effetto di «costare di più a tutti gli italiani, con un aumento del deficit». Per Tremonti è positivo anche l’andamento dei conti pubblici, «in linea con gli impegni internazionali».

Di diverso avviso è il governatore della Banca d’Italia che, invece, vede l’economia italiana ancora nel pieno di una recessione profonda: «Motivi di ottimismo ce ne sono pochi. L’incidenza del debito pubblico sul Pil dovrebbe scendere solo a partire dal 2011». Per Draghi resta prioritario il sostegno alle imprese: «Lasciare che in molti lascino il mercato perché in difficoltà davanti alla crisi, porterebbe a un indebolimento del nostro sistema produttivo che non possiamo permetterci». Anche in termini di occupazione, dunque, la salvezza delle aziende è fondamentale.