Draghi alla Bce, Berlusconi vince su Sarkozy e Bini Smaghi

Pubblicato il 24 Giugno 2011 21:31 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2011 21:44

BRUXELLES – Berlusconi torna in Italia con la nomina di Draghi alla Bce. E ringrazia Bini Smaghi per il passo indietro, inserendolo nella terna dei papabili per la guida della Banca d’Italia.

Una designazione prestigiosa, quella di Draghi, che il premier definisce un ”successo del governo” e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano saluta con soddisfazione, certo che l’attuale numero uno di Bankitalia ”saprà pienamente corrispondere alla fiducia manifestatagli dalle autorità italiane ed europee, guidando con mano sicura, in una fase difficile, l’istituzione che opera a Francoforte”.

Ma a sbloccare quella che sembrava ormai un impasse difficilmente superabile è stato stamane il presidente dell’Ue Herman Van Rompuy, che alle 8.45 del mattino ha preso in mano il telefono e ha chiamato direttamente Bini Smaghi.

Se il premier non poteva permettersi di tornare in Italia senza l’investitura ufficiale del Consiglio europeo di Bruxelles a Draghi, anche i 27 avrebbero avuto difficoltà a chiudere il Consiglio europeo mostrando un’Europa incapace di prendere decisioni anche di fronte al consenso di tutti i suoi membri. Di qui l’entrata in campo di van Rompuy, che ha sciolto il nodo, sbloccando l’investitura di Draghi.

Ma fino a ieri sera, con il ‘veto’ della Francia che aveva fatto slittare la nomina in attesa di ‘garanzie’ da parte dell’Italia, il rischio di un ulteriore rinvio era reale. Lo stesso Berlusconi in tarda serata aveva lasciato il Consiglio con un laconico ”non abbiamo niente, domani lavoriamo”.

Le resistenze francesi potevano essere sciolte in un solo modo: convincendo Bini Smaghi a lasciare il board della Bce per consentire alla Francia di far entrare un suo esponente. Una richiesta fatta in modo molto esplicito dal premier al banchiere, convocato la scorsa settimana a Palazzo Chigi, che però, di fronte all’invito a fare un passo indietro, aveva alzato la bandiera dell’indipendenza della Bce. Un impasse che ha bloccato di fatto la nomina ieri, di fronte ad un irremovibile Francia che, insieme ai 27, ha confermato l’accordo su Draghi, senza però dare luce verde all’investitura ufficiale.

Stamane la soluzione. Bini Smaghi ha assicurato a Van Rompuy che entro l’anno lascerà la Bce. E poche ore dopo ha fatto sapere di aver incassato ”l’impegno del governo a trovare una soluzione”.

”Non posso dire nulla su un nuovo impegno professionale, né per quanto riguarda i tempi”, ha detto poi Berlusconi in conferenza stampa, spiegando che ”è stata sottolineata l’indipendenza della Bce dai governi e quindi sganciata la decisione (di Bini Smaghi, ndr) dal passaggio Trichet-Draghi che avverrà in novembre. Credo che accadrà poco dopo”.

Parlando di Draghi il premier si è detto certo che si tratta di ”un riconoscimento alle sue doti professionali” ma anche di ”un successo italiano, del nostro governo e del nostro lavoro”.

E ha anche reso noto di aver sentito al telefono il capo dello Stato che, ha assicurato ”si è complimentato massimamente per il risultato ottenuto”. Il presidente del Senato Renato Schifani ha definito la nomina ”un’importante attestazione per il nostro Paese”, mentre il presidente della camera Gianfranco Fini ha parlato di ”giusto riconoscimento alla sua professionalità, rigore ed esperienza”.

La designazione di Draghi ha ottenuto comunque il plauso unanime di maggioranza e opposizione ed è stata salutata dalla direzione del Pd con un lungo applauso. Un ”successo del governo Berlusconi” per gli esponenti della maggioranza, da Maurizio Lupi a Gianfranco Rotondi, a Saverio Romano.

Per l’Udc Cesa è la ”vittoria dell’Italia migliore”, mentre D’Alema parla di un ”segnale positivo per il paese”, dopo ”anni di progressivo deterioramento dell’immagine internazionale” e Italo Bocchino (Fli) assicura che ciò dimostra che ”c’è un’Italia autorevole, competente e credibile”.