Economia

Draghi: “Sui mercati miglioramenti enormi. Bce pronta contro deflazione”

Mario Draghi

Mario Draghi

DAVOS  – Il giorno per le Borse è da dimenticare ma Mario Draghi questa volta è ottimista: “Il miglioramento nel tempo è stato impressionante”. Il presidente della Bce, davanti alla platea internazionale del Forum economico mondiale di Davos, non nasconde però i rischi presenti per l’economia dell’euro: ripresa incerta, disoccupazione giovanile inaccettabile, e una deflazione che “se dovesse verificarsi”, spingerebbe la Bce a rispondere con ogni mezzo.

A intervistarlo a Davos, davanti a una platea piena di finanzieri, è Philipp Hildebrand, finanziere già capo della banca centrale svizzera. Che inizia con un richiamo a Larry Summers, ex ministro del Tesoro Usa che con una certa forzatura aveva evocato Churchill per descrivere Draghi, avendo questi ottenuto risultati enormi “con pochissime parole”.

Draghi coglie la palla al balzo ed enumera il boom del 50% delle borse, il crollo quasi analogo dei rendimenti di Spagna e Italia e il rialzo dei tassi in Germania, che aiuta i risparmiatori pensionati, “anche se non abbastanza”.

Ma il presidente della Bce, con la volatilità evidenziata dal tremore avvertito oggi sulle borse, non cede alla lusinga. E invita alla prudenza. Nell’Eurozona

“la ripresa si sta gradualmente affermando ma è debole, fragile e mal distribuita e i rischi sono al ribasso”.

La domanda interna è bassa, con un’assenza di riforme in “alcuni Paesi” e una disoccupazione giovanile altissima dovuta – ecco la stoccata sottotraccia all’Italia e alla Spagna – alla mancanza di riforme del mercato del lavoro che li “discrimina”.

E poi c’è il rischio-deflazione, che continua ad emergere a Davos nonostante il clima di scampato pericolo rispetto alle edizioni precedenti del Forum fra le nevi svizzere. I prezzi che aumentano allo 0,8% sono “ben al di sotto del nostro obiettivo” ma “non vedo deflazione, spiega il presidente della Bce. Ad ogni modo “se dovesse mai esservi deflazione, la risposta arriverebbe utilizzando tutti gli strumenti disponibili”.

Ignazio Visco, presente a Davos, è sulla stessa linea. Non a caso il governatore di Bankitalia, che siede nel consiglio Bce, sottolinea che l’Italia ha ancora “molto da fare” per migliorare il mercato del lavoro, da rendere più flessibile ma anche con più opportunità. E frena sul rischio deflazione:

“In alcuni paesi abbiamo visto che un certo numero di singoli elementi ha mostrato tassi negativi”, spiega Visco. Si tratta di “un fenomeno apprezzabile, ma non paragonabile a quanto visto nel 2010, o in Giappone”.

Il ‘decennio perduto’ giapponese non è alle porte: “Non siamo ancora a questo punto”, spiega il governatore e consigliere della Bce. Ma se si palesasse la deflazione “siamo pronti a usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per contrastarla”.

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