Crac “Dubai World”: debito da 69 miliardi di dollari. Tremano le borse mondiali

Pubblicato il 26 Novembre 2009 10:38 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2009 18:46

Il flop del settore immobiliare manda in crisi il governo del Dubai. “Dubai World”, società pubblica con un passivo di 69 miliardi di dollari, che sta costruendo la famosa isola artificiale a forma di palma, ha chiesto infatti ai creditori una proroga sul debito e sta cercando di rinegoziare le sue posizioni, compreso un bond islamico da 3,52 miliardi della controllata Nakheel in scadenza il 14 dicembre.

Il rischio default della holding statale Dubai World ha fatto scivolare i titoli delle banche più esposte e le borse, contribuendo alla giornata difficile sui listini mondiali. Risultati molto negativi anche per tutte le borse europee: l’indice Dj stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio Continente, ha perso il 3,27%, che equivale a 152 miliardi di euro di capitalizzazione bruciati in una sola seduta.

Secondo l’agenzia Bloomberg, gli istituti con crediti maggiori nei confronti di Dubai World sono Royal Bank of Scotland, che a Londra sta cedendo il 6,64%, Barclays (-4,88% sempre sul listino inglese che ha ripreso il normale funzionamento dopo un guasto tecnico), Hsbc (-4,57%) e Lloyds (-4,17%) e Credit Suisse (-4,32%).

La notizia della crisi del Dubai World è arrivata mercoledì sera attraverso una nota ufficiale del gruppo, senza che vi fossero commenti, né del presidente Ahmed bin Sulayem né dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, presidente della compagnia aerea Emirates, celebre oltre che per la sua ricchezza anche per i suoi 17 figli e per avere manifestato di recente interesse per l’acquisto di grandi club di calcio (nell’ordine: Liverpool, Roma e, secondo indiscrezioni di stampa, Milan) oltre al già sponsorizzato Arsenal.

“Dubai World” è stata vicina ad acquistare da Risanamento l’ex area Falck di Sesto San Giovanni. Il governo dell’emirato sta pagando un prezzo altissimo alla crisi e in particolare a quella del settore immobiliare: aveva già annunciato in passato di avere un debito di 80 miliardi di dollari, di cui 70 miliardi originato dalle aziende pubbliche, in buona parte attive nel settore immobiliare.

Negli ultimi anni, infatti, Dubai essendo un’area quasi priva di petrolio aveva cercato di differenziare i suoi ricavi con il “real estate”, ma adesso rischia di esserne travolto dopo che i prezzi delle case sono scesi del 47% rispetto allo scorso anno. «Il Dubai financial support fund inizierà a valutare il perimetro della ristrutturazione é necessaria – spiega in una nota il dipartimento finanziario del Dubai – Come primo passo Dubai Word intende chiedere a tutti i creditori di Dubai World e Nakheel una moratoria sul debito almeno fino al 30 maggio».