Ducati, la domenica in fabbrica: firmano tutti i sindacati, Fiom e Rsu compresi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2014 13:00 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2014 13:00
Ducati, la domenica in fabbrica: firmano tutti i sindacati, Fiom compresa

Ducati, la domenica in fabbrica: firmano tutti i sindacati, Fiom compresa

ROMA – Ducati, la domenica in fabbrica: firmano tutti i sindacati, Fiom e Rsu compresi. A Borgo Panigale la domenica non sarà più il tempo del riposo per eccellenza. Le tute blu della Ducati, dall’1 ottobre, passeranno infatti anche il giorno di festa in fabbrica. Lo hanno deciso con un voto segreto gli stessi operai, mettendo la firma sotto ad un accordo che da un lato cambia una volta per tutte i ritmi e i turni di lavoro nella Rossa su due ruote, dall’altro porta a Bologna un investimento di 11,5 milioni e 13 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato.

E’ di lunedì la storica riunione dei lavoratori che hanno votato e approvato con una maggioranza del 71% la bozza d’intesa predisposta dai sindacati regionali e locali Fim, Fiom e Uilm, dalla Rsu di Ducati e dall’azienda, dal 2012 parte del gruppo Audi. Un accordo che per la Fiom-Cgil, per bocca del segretario regionale Bruno Papignani, è “necessario” e “tiene in equilibro le esigenze aziendali e quelle dei lavoratori, consolidando la stabilità e lo sviluppo aziendale”.

L’intesa prevede un nuovo sistema, che passa dagli attuali 15 a 21 turni (mattina, pomeriggio e sera, ciascuno di otto ore) spalmati su tutta la settimana e organizzati su tre giorni lavorativi, più due di riposo. “I lavoratori avranno un orario medio settimanale di 30 ore, retribuite 40, e la pausa giornaliera di 30 minuti, a cui va aggiunto un sostanziale incremento delle indennità di disagio per i turni”, ha spiegato Papignani.

Per Claudio Domenicali, ad di Ducati, “questo accordo getta le basi per un’importante aumento di produttività che rende più vantaggiosi gli investimenti e apre la strada a nuovi posti di lavoro. E’ un accordo – ha detto – che recepisce la necessità di cambiamento, come risposta ad un continuo inasprimento dello scenario competitivo fra le nazioni”. Gli 11,5 milioni nei prossimi 5 anni consentiranno inoltre di migliorare le produzioni di alberi a camme e alberi motore e di consolidare lo stabilimento come centro mondiale di riferimento per le lavorazioni meccaniche di eccellenza.

Per la prima volta nel comunicato che dà conto dello «storico accordo» (testuale, ndr ) accanto alle valutazioni aziendali ci sono, in grande evidenza, le dichiarazioni dei segretari di Fiom-Fim-Uilm dell’Emilia Romagna. È la riprova che il sindacato più si allontana dal gioco politico più contribuisce a costruire soluzioni per tutti.

La strada da battere è questa e il caso Ducati non è una mosca bianca: sono decine e decine le intese firmate in fabbrica per gestire le ristrutturazioni, aumentare l’efficienza e sperimentare un nuovo tipo di tutele (il welfare aziendale). Lontano dagli inutili convegni romani del Cnel e con meno presenze nei talk show, il sindacalismo italiano può, dunque, tentare di riannodare il filo con la società italiana e i giovani. (Dario Di Vico, Corriere della Sera)