Economia/ Draghi critico con le banche. “Sono determinanti per rendere la crisi più o meno duratura”. Ancora in calo i prestiti

Pubblicato il 8 Luglio 2009 11:25 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2009 12:01

«I fattori che oggi comprimono la redditività delle banche sono destinati ad accentuarsi, risentendo della recessione in corso con gli usuali ritardi».  Questo  l’allarme lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nel corso del suo intervento all’assemblea annuale dell’Associazione Bancaria Italiana.

Draghi evidenzia che«il deterioramento della qualità dei prestiti incide in misura crescente sui profitti delle banche. Nel primo trimestre di quest’anno gli accantonamenti a fronte del rischio di credito dei maggiori gruppi sono più che raddoppiati, assorbendo metà del risultato di gestione». Male gli utili complessivi, in calo  del 40%.

Per questo il banchiere precisa che«l’impegno al contenimento dei costi va intensificato, la realizzazione delle economie previste nei piani industriali deve accelerare».

Draghi è critico anche sulla questione prestiti erogati dai gruppi bancari maggiori. In particolare,  preoccupa il rallentamento del credito al settore privato.  «La contrazione – osserva il Governatore –  riguarda le imprese, mentre i prestiti alle famiglie continuano a espandersi,anche se a ritmi nettamente inferiori a quelli degli ultimi anni».  A soffrire di più della situazione, quindi, proprio chi ha maggiore necessità di accedere al credito bancario.

«Le banche – ha proseguito  – sono determinanti nel rendere la crisi che stiamo affrontando più  o meno duratura e profonda. Bisogna conciliare il perseguimento di prudenti equilibri economici e patrimoniali con l’esigenza di non far mancare il sostegno finanziario alle imprese con buone opportunità di crescita.

Il governatore ha poi puntato il dito contro le «commissioni complesse e opache».  Le banche, a suo giudizio, «devono risolvere la questione alla radice. Le sostituiscano spontaneamente e una volta per tutte con commissioni ragionevoli sui fondi messi a disposizione».

Riguardo alla commissione di massimo scoperto, Draghi ha precisato di aver sollevato la questione all’inizio del 2007.  Ma «la ripetuta azione di moral suasion ha sortito effetti solo nei confronti dei maggiori gruppi». Per questo, ha evidenziato il Governatore,«è stato necessario  l’intervento del legislatore, anche se è auspicabile un riordino delle varie disposizioni in materia di rapporti tra banca e cliente».