Ecotassa, a tre giorni dal varo nebbia assoluta su come, quando e a chi pagare il nuovo tributo

di Dini Casali
Pubblicato il 27 febbraio 2019 11:15 | Ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2019 11:15
Ecotassa, a tre giorni dal varo nebbia assoluta su come, quando e a chi pagare il nuovo tributo

Ecotassa, a tre giorni dal varo nebbia assoluta su come, quando e a chi pagare il nuovo tributo

ROMA – A tre giorni dall’introduzione del sistema bonus/malus sull’acquisto di auto che tasserà di più le auto inquinanti e sosterrà quelle elettriche e ibride, il povero consumatore, ma anche i costruttori e a cascata concessionari e rivenditori dell’usato compresi, non sanno ancora a che santo votarsi per capire come, quando e a chi si dovrà pagare la nuova tassa. Mancano il nuovo codice tributo che deve essere indicato dal Mef, non si conosce la data entro cui fare il versamento, non una disposizione governativa fa chiarezza, non è ancora arrivato il decreto attuativo che renda la norma applicabile. 

“Il bonus/malus auto? Fa tanto malus e poco bonus, ma soprattutto la misura introdotta con la legge di Bilancio è avvolta nella nebbia più assoluta”, protesta il presidente dell’Anfia, associazione che raggruppa tutte le industrie della filiera dell’auto, Paolo Scudieri, intervistato dalla Stampa. 

Bastano le rassicurazioni di Toninelli – ministro di un governo che non ha ancora emanato una disposizione che spieghi l’applicazione del tributo e membro di una maggioranza che non ha ancora votato il relativo decreto attuativo in Parlamento – che promette la soluzione a tutto entro il 1° marzo? “Siamo perfettamente con i tempi perché il ministro Di Maio ha confermato di avere firmato il decreto interministeriale che è passato al Mef ed ora sta tornando indietro. Il primo marzo è tra pochi giorni ma vedrete che per il primo marzo il decreto sarà tutto completo e potranno partire gli incentivi”, ha dichiarato il ministro.

“L’Italia ha preso una direzione sbagliata, ma il problema è che non sappiamo a chi spiegarlo: è molto frustrante ma non c’è una controparte in grado di comprendere”, gli risponde a distanza il presidente dell’Unrae (produttori stranieri), Michele Crisci. Senza contare che è sul merito del provvedimento che crescono riserve e criticità: se davvero serve a diminuire l’inquinamento perché si tassano le nuove Euro 6 e non si fa nulla per ridurre i 17,5 milioni di vetture più inquinanti (da Euro zero a Euro 3)? 

Da un punto di vista schiettamente commerciale, poi, confusioni e ambiguità creano disorientamento nei consumatori che rinviano piuttosto che anticipare la scelta di acquistare una nuova auto. Il mercato automotive, peraltro, ha già subito una contrazione rilevante e non avrebbe bisogno di ulteriori ostacoli. 

(fonte La Stampa)