Edilizia: persi quasi trecentomila posti di lavoro dall’inizio della crisi

Pubblicato il 18 Novembre 2010 13:30 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2010 14:58

Nel 2011 il bilancio della crisi per il settore delle costruzioni potrebbe ammontare a 290 mila posti di lavoro persi, considerando anche i settori collegati. Lo stima l’Ance nell’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, sottolineando che ”il basso profilo della domanda di investimenti in costruzioni e l’assenza di prospettive di miglioramento stanno generando forti contraccolpi sulla tenuta dei livelli occupazionali”.

Considerando che il calo delle ore lavorate è stato di circa il 15%, l’Ance stima in circa 180.000 il numero di posti di lavoro dipendente dall’inizio della crisi. Tenendo conto anche degli effetti sui settori collegati alle costruzioni, si può stimare un calo complessivo di circa 250.000 occupati. Nel 2011 l’Ance prevede che si registrera’ un’ulteriore perdita di circa 30.000 posti di lavoro nelle costruzioni che porterà complessivamente a 210.000 la perdita occupazionale complessiva dall’inizio della fase recessiva. Se si considerano anche i settori collegati, i posti di lavoro persi raggiungono le 290.000 unità.

In quattro anni, dal 2008 al 2011, il settore delle costruzioni avrà perduto il 17,8% in termini di investimenti, vale a dire circa 29 miliardi di euro. Lo evidenzia l’Ance nell’Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, sottolineando che nel settore ”permane una situazione di forte crisi che non si esaurirà nel 2010 e proseguirà anche nel 2011”.

In particolare, evidenzia l’associazione dei costruttori edili, ”risultati molto negativi” segnano il comparto delle nuove abitazioni (-34,2% in quattro anni) e l’edilizia non residenziale privata (-15,6%). Per i lavori pubblici, invece, la flessione e’ in atto dal 2005 e nell’arco di sette anni (dal 2004 al 2011) gli investimenti saranno diminuiti del 31,8%.

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Secondo l’Ance, nel 2010 gli investimenti in costruzioni diminuiranno del 6,4% in termini reali dopo il -2,8% del 2008 e il -7,7% del 2009. Un’ulteriore flessione del 2,4% si prevede nel 2011. Un altro ”elemento di difficolta”’, segnala l’Ance, riguarda il ”progressivo disimpegno dello Stato nella realizzazione delle opere pubbliche”, testimoniato dal calo delle risorse stanziate per nuove infrastrutture: dall’analisi del Disegno di Legge di Stabàita’ 2011 emerge una riduzione delle risorse per nuove infrastrutture del 14% in termini reali rispetto all’anno precedente. Complessivamente, nel triennio 2009-2011, le risorse per nuovi investimenti infrastrutturali subiscono una contrazione del 30%.