Economia

Editoria: Mucchetti (Pd), no bonus ai manager se dipendenti in solidarietà

Editoria: Mucchetti (Pd), no bonus ai manager se dipendenti in solidarietà

Editoria: Mucchetti (Pd), no bonus ai manager se dipendenti in solidarietà

ROMA – Editoria: Mucchetti (Pd), no bonus ai manager se dipendenti in solidarietà. Nell’editoria martoriata dalla crisi e in piena ristrutturazione per l’ammodernamento conseguente alla rivoluzione tecnologica in atto (vedi l’implementazione dell’online), urge la necessità, secondo il senatore del Pd Massimo Mucchetti, di evitare la concessione di bonus, stock option e in generale l’assegnazione di premi produttivi ai manager di società i cui dipendenti siano finiti in regime di solidarietà contrattuale o altre forme di contrattazione sussidiata da finanziamenti pubblici. La richiesta è stata oggetto di una interrogazione parlamentare cui ha risposto il sottosegretario Giovanni Legnini.

Abbiamo messo a punto un intervento mirato, approvato con la legge di stabilità, che ha come obiettivi l’innovazione e l’assunzione di giovani. Solo, subordinatamente alla presentazione da parte delle aziende di progetti contenenti almeno uno di questi due elementi, sono previsti interventi per gli ammortizzatori sociali.

La risposta del Governo ha tranquillizzato l’interrogante Mucchetti da un punto di vista politico: a questo punto serve però, secondo Mucchetti, la previsione di una norma vincolante.

Se il periodo è nefasto tutti devono dare una mano, chi andando in pensione prima, chi con i contratti di solidarietà e chi ha la fortuna di rimanere nella posizione che aveva prima della crisi almeno stando fermo. Penso sia meglio inserire una disposizione preventiva in sede di decreto attuativo perché dopo, quando le cose son già fatte, diventa un’intromissione nelle scelte dell’azienda realizzate in un contesto normativo che non prevedeva quei limiti.

Mucchetti, parlando dei contratti di solidarietà, ha anche rinnovato l’appello a verificare la tenuta dei conti delle casse previdenziali. “In un recente passato – ha ricordato – ci sono stati tentativi di accordi grazie ai quali il sacrificio effettivo degli aventi causa era minimo e l’onore sulle casse previdenziali massimo. Per questo vanno adottati provvedimenti cautelativi ed occorre vegliare sulle operazioni per evitare di scaricare i costi sulle generazioni future.

Di seguito l’interrogazione parlamentare di Massimo Mucchetti in Commissione Industria del Senato.

“L’editoria è un settore strategico per l’economia e la stessa democrazia. Deve rinnovarsi e vincere la sfida dell’on line e per questo ne va sostenuto lo sviluppo, ma non sarebbe bello che con i quattrini dello stato si dessero dei premi all’esito di programmi che implicano sacrifici talvolta drammatici per i dipendenti”. Così il presidente della Commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti (Pd), ha spiegato il senso dell’interrogazione sul Fondo per il sostegno all’editoria rivolta al premier Enrico Letta e al ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato. Sul tema risponderà oggi in Commissione Industria del Senato il sottosegretario con delega all’Editoria, Giovanni Legnini.

“Quanto ai contratti di solidarietà – prosegue Mucchetti – essi vanno certamente sostenuti purché restino in limiti tali da non minare gli equilibri finanziari di lungo periodo delle casse previdenziali chiamate a integrate il trattamento al minimo del contratto di solidarietà. So che l’Inpgi è attenta al punto ma quattro occhi, quelli dell’Inpgi e del governo, vedono meglio di due”. Nell’interrogazione, Mucchetti chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza di delibere (o progetti di delibere) da parte di società editoriali per la concessione di bonus, stock option e altre forme di aumenti retributivi ai manager nel corso o all’esito di ristrutturazioni che potrebbero ricevere i contributi del Fondo; se risultino dei contratti di solidarietà tra i dipendenti in atto o in fase di negoziazione tra i sindacati e le imprese editoriali con integrazione della retribuzione a carico delle casse o dei fondi previdenziali di categoria; se intenda prescrivere, nel decreto per l’erogazione dei contributi del Fondo, da adottare entro il 31 marzo di ogni anno del triennio, l’obbligo di informativa su eventuali aumenti retributivi a manager o eventuali ammortizzatori sociali in essere da parte delle imprese editoriali che richiedano o abbiano richiesto i contributi; se intenda condizionare, come pare opportuno all’interrogante, l’assegnazione dei contributi alla rinuncia a bonus, stock option e altre forma di aumento retributivo per i dirigenti delle imprese editoriali beneficiarie di contributi pubblici alla ristrutturazione e agli ammortizzatori sociali; se intenda accertare la sostenibilità finanziaria delle integrazioni retributive, previste nei contratti di solidarietà, ai fini della salvaguardia della solvibilità prospettica delle casse e dei fondi previdenziali di categoria. (Massimo Mucchetti, interrogazione parlamentare)

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