Effetto Imu: aumenta il debito pubblico, ma il deficit resta entro il 3%

Pubblicato il 6 settembre 2013 19:22 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2013 19:22

200318031-001ROMA – L’abolizione dell’Imu sulla prima casa, ma soprattutto il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, fanno aumentare il debito pubblico. Ma il deficit resta entro il limite imposto da Bruxelles, ovvero il 3%.Lo si legge nella Relazione al Parlamento del Ministero dell’Economia allegata al decreto

La Relazione al Parlamento nasce dal fatto che il decreto Imu incide sui saldi di finanza pubblica ed è quindi un collegato al Def. Il Documento, su cui è iniziata la discussione in commissione Bilancio alla Camera, conferma che entro il 20 settembre il Tesoro predisporrà la Nota di aggiornamento del Def, dopo che l’Istat avrà fornito, il 10 settembre, i dati relativi al terzo trimestre 2013. Per quanto riguarda l’impatto del decreto sulla finanza pubblica, la Relazione afferma che ”il complesso delle nuove misure avrà un impatto favorevole sull’economia e lascerà inalterato l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche riflettendosi unicamente sul fabbisogno finanziario e sul debito. Resta dunque confermato l’obiettivo di conseguire un saldo d’indebitamento netto in rapporto al PIL entro la soglia del 3,0 per cento per l’anno 2013”.

”Gli effetti delle misure stimati in termini di bilancio dello Stato determinano, in particolare – si legge ancora nella Relazione – la necessità di ridefinire prudenzialmente il saldo netto da finanziare del 2013, con un aumento di 8 miliardi di euro, in conseguenza soprattutto della previsione degli ulteriori circa 7,2 miliardi di euro da destinare ai pagamenti dei debiti degli enti territoriali”.