Fornero: “Dopo Marchionne sentiremo i sindacati”

Pubblicato il 19 settembre 2012 19:01 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2012 22:15
Elsa Fornero

Elsa Fornero (Lapresse)

ROMA – Dopo Marchionne tocca ai sindacati. La loro richiesta di un tavolo di confronto col governo non è rimasta a lungo inascoltata: il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ha appuntato sull’agenda un secondo appuntamento sul caso Fiat. Dopo l’incontro del governo con i vertici Fiat di sabato , ha annunciato, ”la prossima settimana incontreremo il sindacato. E’ importante sentire non solo i vertici della Fiat, ma ovviamente anche tutti i sindacati”. La data non è stata ancora fissata ma ”c’è questa determinazione”.

Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini risponde: “Cosa diremo a Fornero? Bisogna capire cosa succede nell’incontro di sabato, diremo al governo che noi più della Fiat siamo interessati che si facciano gli investimenti in Italia: Marchionne può produrre in giro per il mondo, ma noi, per lavoratori che rappresentiamo, non ce lo possiamo permettere. Il sistema industriale va mantenuto nel nostro Paese”.

Landini insiste sulla necessità che la Fiat investa in Italia: “Chiediamo che la Fiat faccia gli investimenti e confermiamo la disponibilità ad affrontare i temi – aggiunge – chiederemo di ripristinare la democrazia e la libertà sindacale negli stabilimenti perché ogni lavoratore della Fiat possa decidere a quale sindacato aderire”.

E sull’ipotesi di uno sciopero generale, ha aggiunto: “In una situazione in cui i lavoratori sono in cassa integrazione lo sciopero non è il massimo, ma bisogna decidere con i lavoratori le forme più giuste di mobilitazione per spingere la fiat a fare gli investimenti e difendere l’occupazione”.

Al presidente del Consiglio Mario Monti i sindacati chiedono che, nell’incontro di sabato a Palazzo Chigi, pretenda dalla Fiat la verità. “Sono due anni che ogni mese ci viene detto ‘Vedremo’ e vengono rinviate le scelte. Il governo deve chiedere la verità alla Fiat, in modo da potere prendere eventualmente delle contromisure”, dice la leader della Cgil, Susanna Camusso.

”L’unica cosa che deve fare la Fiat – osserva il numero uno della Uil, Luigi Angeletti – sono gli investimenti per produrre nuovi modelli e rilanciare gli stabilimenti. E lo deve fare con i propri soldi, non con quelli dello Stato. Quando si incassa e si guadagna si devono mettere i soldi. Fiat se la deve cavare da sola”. Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, ricorda gli accordi che hanno salvato Pomigliano e Grugliasco e chiede a Marchionne se ha intenzione ”di riprendere gli investimenti quando il mercato tornerà a tirare”.

”Ritengo che verranno mantenuti stabilimenti e livelli occupazionali; bisogna pero’ resistere fino al tempo che ci sara’ la ripresa nel settore auto, che speriamo avvenga nel prossimo anno”, afferma Rocco Palombella, numero uno della Uilm.    Sulle richieste dei sindacati a Monti concorda il segretario del Pd, Pierluigi Bersani. ”Io – spiega – gli direi un paio di cose molto semplici: Fiat riconfermi i suoi impegni in Italia e un patto per sviluppare la ricerca di prodotti nuovi perche’ nel mondo vediamo che le macchine si fanno dove si fa ricerca”.