Enel. Utile del 2009 in crescita dell’1,9%, dividendo 25 centesimi

Pubblicato il 18 Marzo 2010 8:39 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2010 18:04

Enel ha chiuso il 2009 con un utile netto in crescita dell’1,9% a 5.395 miliardi di euro. E’ quanto emerge dai risultati consolidati approvati nella tarda serata di ieri dal Consiglio di amministrazione che ha deciso di proporre la distribuzione di un dividendo di 0,25 euro per azione (0,10 euro già pagati in acconto) rispetto agli 0,49 euro pagati l’anno scorso.

Il monte dividendi, sottolinea Enel, è pari a circa 2.351 milioni di euro a fronte di un utile netto consolidato ordinario (ossia riconducibile alla sola gestione caratteristica) pari a circa 4.000 milioni di euro «in linea con la annunciata politica dei dividendi che prevede un pay-out pari al 60% dell’utile netto consolidato ordinario».

Confermati i risultati già anticipati al mercato che vedono ricavi pari a 64.035 milioni di euro (+4,7% rispetto al 2008) un Ebitda di 16.044 milioni (+12,1%) e un Ebit di 10.755 milioni di euro (+12,7%). Indebitamento in crescita di circa 900 milioni di euro a 50,8 miliardi a causa dell’acquisizione dell’ulteriore 25% di Endesa (leggi approfondimento).

«Abbiamo conseguito margini crescenti, rafforzato la solidità patrimoniale e garantito un elevato rendimento ai nostri azionisti nonostante un 2009 difficile per l’economia mondiale», ha commentato l’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti. «Con il completamento del processo di crescita internazionale e la crescente integrazione delle attività acquisite, Enel oggi ha una posizione di leadership nei mercati di riferimento, un mix tecnologico e geografico unico al mondo nelle fonti rinnovabili e la capacità di perseguire l’eccellenza anche attraverso l’innovazione». L’amministratore delegato aggiunge anche che «a ciò si affianca la continua attenzione alla stabilità finanziaria, rafforzata dalla crescita del cash flow e dal successo dell’aumento di capitale e delle recenti emissioni obbligazionarie. Con queste solide fondamenta abbiamo approvato un piano che sviluppa le grandi potenzialità del gruppo con risultati in crescita e maggior valore per gli azionisti».

I consigli di amministrazione di Endesa e di Enel hanno approvato anche un’operazione che prevede l’integrazione delle attività di Endesa e di Enel Green Power nel settore delle energie rinnovabili in Spagna e Portogallo.  L’integrazione, destinata a completarsi entro il 31 marzo 2010, prevede l’acquisizione da parte di Enel Green Power International BV (Egpi BV) del 30% di Endesa Cogeneracion y Renovables (Ecyr) per un corrispettivo pari a circa 326 milioni di euro; e un aumento di capitale di Ecyr riservato a Egpi BV, che provvederà a sottoscriverlo mediante il conferimento della propria partecipazione nel capitale di Enel Union Senosa Renovables, una joint venture paritetica con Gas Natural/Union Senosa, e un versamento in contanti pari a circa 534 milioni di euro.

L’operazione consentirà a Egpi BV di detenere, a valle dell’aumento di capitale, una quota complessiva pari al 60% del nuovo capitale sociale di Ecyr. L’acquisizione della partecipazione e la successiva sottoscrizione dell’aumento di capitale di Ecyr verranno effettuati sulla base di valori di mercato. La società risultante dal processo di integrazione, controllata da Enel Green Power, manterrà e disporrà a regime di una capacità operativa di circa 1,4 gw con un portafoglio diversificato tra varie tecnologie di energie rinnovabili: 88% eolico, 4% mini-idro, 1% fotovoltaico e 7% di impianti di cogenerazione e alimentati a biomasse. Endesa manterrà un coinvolgimento diretto e un ruolo chiave nella gestione operativa degli impianti, dell’energia prodotta e delle relazioni con le autorità centrali e locali.

Nel biennio 2009-2010 Enel prevede infine di ricavare circa 10 miliardi di euro dalla dismissione di asset, da destinare interamente a riduzione del debito. Cessioni per 3,2 miliardi di euro sono già state realizzate nel corso del 2009, mentre per il 2010 Enel conferma l’impegno a realizzare i rimanenti 7 miliardi. Le dismissioni in programma, afferma la società all’indomani del cda che ha approvato i conti 2009, riguardano la cessione della rete elettrica ad alta tensione in Spagna, il cui completamento è previsto entro la fine del mese di giugno; la cessione di una quota minoritaria di Enel Green Power, per la quale si prevede di poter procedere mediante quotazione in Borsa delle azioni della società (essendo a tal fine previsto il deposito del prospetto presso le autorità competenti entro la fine del mese di aprile 2010) e/o vendita diretta a investitori industriali; altre dismissioni di asset ritenuti non strategici. L’indebitamento finanziario netto a fine 2009 era pari a 50.870 milioni di euro, contro i 49.967 milioni al 31 dicembre del 2008 (+1,8%).

Per quando riguarda invece i progetti a lungo termine per il 2014 Enel, nel piano industriale, prevede un ebitda (margine operativo lordo) a 19 miliardi di euro, un utile netto consolidato ordinario a 5,4 miliardi di euro e un debito netto consolidato a 39 miliardi di euro. Per quanto riguarda il 2010 il gruppo elettrico conferma tutti i target del precedente piano industriale «nonostante il contesto economico generale più sfavorevole di quanto a suo tempo si stimava». L’ebitda per l’anno in corso è previsto a 16 miliardi, l’utile netto consolidato ordinario a 4 miliardi e il debito netto a 45 miliardi. L’anno prossimo l’ebitda rimarrà a 16 miliardi, l’utile salirà a 4,1 e il debito scenderà a 44,5 miliardi. Complessivamente nel periodo 2010-2014 il gruppo prevede di investire 29,7 miliardi di euro con una diversa modulazione per circa 3 miliardi «qualora il ciclo economico non dovesse confermare gli attuali segnali di ripresa».