Eni, al via anche in Italia il progetto “Inspiring Girls”

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Aprile 2017 17:08 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2017 17:08
Eni, al via anche in Italia il progetto "Inspiring Girls"

Eni, al via anche in Italia il progetto “Inspiring Girls”

ROMA – “Fare sempre le proprie scelte con consapevolezza e libertà” con questo messaggio Chiara Cerruti, ingegnere chimico Eni ha portato la sua testimonianza a “Inspiring Girls Italia“, iniziativa sostenuta da Eni e Intesa SanPaolo, che si è tenuta questa mattina a Milano, alla Fabbrica del Vapore, nell’ambito del mese delle Stem, promosso dal Comune per favorire l’approccio delle ragazze alle materie tecnico-scientifiche.

Quello di Chiara Cerruti, che è  stata responsabile di progetto in Nigeria, Congo, Mozambico e altre aree dove Eni opera nel campo dell’Oil and gas e vi ha affiancato anche la guida di progetti sociali, è stato il primo “role model” presentato ad una platea di ragazze e ragazzi liceali, per dimostrare la tenacia e la determinazione nel “rompere gli stereotipi” che vogliono le donne confinate nei mestieri e nei ruoli tradizionali. L’iniziativa, nata in Inghilterra da un’idea di Miriam Gonzalez – presente oggi, e intervenuta per un saluto iniziale – è stata importata dall’associazione “Valore D” (che raccoglie 160 aziende che hanno attenzione alla parità di genere). “Siamo molto orgogliosi – ha spiegato Grazia Fimiani, Direttore risorse umane di Eni – di esser partner di questa iniziativa. Siamo convinti che sia la strada giusta per intercettare e far crescere il talento delle nostre giovani generazioni in coerenza con lo spirito dei nostri tempi e siamo consapevoli che abbiamo una responsabilita’ che va oltre gli obiettivi di crescita dell’azienda, ma ha lo scopo di mettere il nostro impegno al servizio della cultura e dello sviluppo sociale del nostro Paese”.

In effetti, dai dati mostrati nella mattinata ci sono interi comparti del mondo del lavoro nel campo tecnologico che cercano figure professionali, anche femminili, e non le trovano, mentre dall’altro lato spesso le donne sono indirizzate a scegliere percorsi convenzionali che poi non hanno le stesse possibilita’ di sbocco: lo ha fatto notare, nel suo intervento anche Claudia Parzani, prima presidente di Valore D e ora a capo di Inspiring girls.

Già a 6 anni i bambini classificano i lavori come maschili e femminili e a 13 anni non aspirano nemmeno ad alcune professioni in base a pregiudizi di genere. Questi sono alimentati, spesso, dai ruoli proposti nei media: sono solo il 30% i film che hanno come protagoniste ragazze, secondo dati Gender in Media 2015, appena il 4% le strade che portano il nome di donne celebri e appena il 3% le donne che hanno vinto Nobel nel campo scientifico. Puntare sull’educazione e sullo scardinare gli stereotipi fin dalla più tenera età: questo l’obiettivo delle associazioni e delle aziende promotrici, in sinergia con gli obiettivi del ministero dell’Istruzione.

In questo senso l’intervento di Valeria Fedeli, titolare del dicastero, che ha inviato un video messaggio: “Fin dalla scuola che è la prima agenzia educativa del Paese, dobbiamo fornire alle ragazze modelli di donne che le ispirino a scegliere ciò che vogliono essere al di la’ degli stereotipi. Inseriremo nei piani di studio della letteratura autrici come Grazia Deledda e altre figure femminili nella fisica, nella chimica, nella matematica. Faremo partecipare le bambine a giochi che rendano appetibili le materie scientifiche. Se non si superano le barriere continueremo ad assistere ad un inutile spreco di capitale umano, quello femminile