Eni vede il bicchiere-Snam mezzo pieno: “Vendendola incassiamo 17 miliardi”

Pubblicato il 17 luglio 2012 19:00 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2012 19:02
Paolo Scaroni, l'amministratore delegato di Eni (LaPresse)

Paolo Scaroni, l’amministratore delegato di Eni (LaPresse)

ROMA – Persa la Snam, l’Eni se ne fa una ragione e guarda alla cassa: dalla cessione del suo 55% di azioni della Societa Nazionale Metanodotti ricaverà 17-18 miliardi, che potrà utilizzare per abbattere il suo debito dagli attuali 27 miliardi a 10. Per Eni, privata dal governo Monti del controllo della Rete Gas che aveva gelosamente mantenuto per tanti anni, il futuro prossimo sarà di minore “potere”, ma di maggiore forza e credibilità. Proprio perché andare via da Snam fa bene – nell’immediato – alla salute del bilancio del “cane a sei zampe”.

I conti sono presto fatti: tre miliardi e mezzo entreranno nelle casse Eni dalla vendita del 30% del pacchetto azionario di Snam alla Cassa Depositi e Prestiti ovvero al ministero del Tesoro; di 11 miliardi più o meno sarà il risparmio proveniente dal deconsolidamento del debito Snam; almeno altri 3 miliardi dovrebbe fruttare dal collocamento sul mercato del restante 25% di Snam che Eni ancora detiene in cassa.

Il buon viso a cattivo gioco è quello dell’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, che al termine dell’assemblea dei soci che ha ufficializzato il primo passo per l’uscita dal business delle reti (attraverso l’annullamento di oltre 370 milioni di azioni proprie, che permette alla Cassa depositi e prestiti di salire dall’attuale 26,37% al 29,06% e al Tesoro dal 3,93% al 4,34%).

Secondo Scaroni:

”Alla chiusura del bilancio 2013” Eni sarà ” finanziariamente molto più solida”, ha sottolineato Scaroni, spiegando che al momento ci sono pretendenti di due tipi: quelli ”che vogliono solo azioni Snam, o pretendenti di azioni Snam che vogliono un po’ di governance. Questo secondo gruppo lo mandiamo alla Cassa mentre con il primo gruppo ci trattiamo. Certo, le notizie, poi smentite, su un possibile blocco delle tariffe non ci hanno molto aiutato. Gli investitori cercano stabilità e i nostri potenziali compratori si raffreddano”.

E se per conoscere il destino del gasdotto South Stream (che porterà il gas russo in Italia da Sud, evitando l’Ucraina) si dovrà aspettare la fine del 2012 o l’inizio del 2013, mesi in cui è attesa la “final investment decision” sul progetto, Scaroni può già godersi il successo dell’iniziativa “Riparti con Eni”, lo sconto fino a 25 centesimi sul prezzo della benzina nei fine settimana: la campagna ”sta andando benissimo: ogni week-end battiamo il record della settimana precedente”. Certo, ”qualche vendita viene cannibalizzata da chi fa il pieno nel week-end, ma questa iniziativa porta a un aumento delle vendite complessive”. E, infine, una buona notizia per chi si mette in macchina per le ferie estive: ”Francamente penso che i prezzi tendano a scendere piuttosto che a salire, e se i prezzi scenderanno nel weekend scenderanno di ulteriori 20 centesimi”.

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