Eni prima nella classifica Mediobanca: bene Poste, Telecom record perdite

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2013 11:11 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2013 11:14
Eni prima nella classifica Mediobanca: bene Poste, Telecom record perdite

Eni prima nella classifica Mediobanca: bene Poste, Telecom record perdite (Foto LaPresse)

ROMA – Eni è prima per fatturato e utili nella classifica di Mediobanca, mentre Telecom è prima per perdite. A “sorpresa”, scrive Sergio Bocconi sul Corriere della Sera, Poste Italiane guidata da Massimo Sarmi che nella classifica è undicesima per fatturato e seconda per utili.

Eni rimane la prima e migliore tra i super big dell’economia italiana, spiega il Corriere della Sera:

“Considerando altri parametri, Eni si conferma il primo gruppo con utili nel biennio 2011-2012 pari a 14,6 miliardi, mentre fra i gruppi privati la leadership va a Prada che ha cumulato profitti netti per oltre un miliardo. Il record di perdite nel 2012 va invece a Telecom con 1,6 miliardi, seguita da Finmeccanica con 828 milioni. La graduatoria dei debiti finanziari è guidata da Enel con 64 miliardi mentre quella dei dipendenti vede al primo posto Exor con oltre 287 mila unità, per il 70% all’estero. Il primo datore di lavoro italiano è Poste con 145.542 occupati”.

Bocconi spiega la situazione di Poste Italiane:

“I soli ricavi postali, pari a circa 4,5 miliardi, collocherebbero in realtà la società in 28esima posizione, ma se a questi si aggiungono i premi assicurativi pari a 10,5 miliardi e i ricavi finanziari (Banco Posta è il sesto istituto per provvista con 48,7 miliardi e il decimo per attivo tangibile con 51,8 miliardi) «emerge» un colosso da 20,2 miliardi”.

Un particolare interessante, spiega Bocconi, sono le “assenze”:

“Mediobanca considera per la graduatoria le sole imprese con sede in Italia. Ciò porta a escludere protagonisti riconducibili a proprietà italiana come Tenaris (famiglia Rocca), che con 8,4 miliardi di fatturato sarebbe al dodicesimo posto; Ferrero, quindicesima con 7,8 miliardi e Stm (per il 50% dello Stato italiano) diciottesima con 6,6 miliardi”.

Il primato per le banche va a Unicredit:

“Passando alle banche, la cui graduatoria è sempre guidata da Unicredit con attivi per 911 miliardi, seguito da Intesa Sanpaolo con 658,7 miliardi, il rapporto sottolinea per il sistema il boom dei crediti dubbi, cresciuti dal 2005 al 2012 del 189%. La crisi ha poi portato a una forte riduzione degli occupati, diminuiti dal 2007 di oltre 26 mila unità, «taglio» in larga parte dovuto all’incentivazione all’esodo”.