Il “tesoretto” di Letta: 7/8 mld nel 2014, niente per Imu 2013 o Iva

Pubblicato il 3 Luglio 2013 - 17:12 OLTRE 6 MESI FA
Il "tesoretto" di Letta: 7/8 mld nel 2014, niente per Imu 2013 o Iva

Il “tesoretto” di Letta: 7/8 mld nel 2014, niente per Imu 2013 o Iva

ROMA – Il “tesoretto” di Letta: 7/8 mld nel 2014, niente per Imu 2013 o Iva.

Enrico Letta canta vittoria via twitter: “ce l’abbiamo fatta”, l’Europa ci concede più flessibilità di bilancio per il 2014. Possiamo fare più investimenti a sostegno della crescita, ma a patto di non inciampare di nuovo in una infrazione per deficit eccessivo. Cosa significa in termini di soldi, di risorse? Circa 7/8 miliardi in più da spendere nel 2014 per investimenti produttivi, agganciati alla quota nazionale dei fondi strutturali europei. Significa anche che il “tesoretto” non può essere utilizzato per finanziare la manovra su Imu 2013 e Iva (rispettivamente la cancellazione dell’imposta sulla prima casa ora solo rinviata e scongiurare l’aumento programmato dell’Iva, anch’esso solo rinviato).

In pratica, la flessibilità non vale sugli obiettivi di breve termine (deficit al di sotto del 3% sul Pil), vale invece sugli obiettivi di medio termine come il pareggio di bilancio strutturale (parità tra entrate e uscite al netto delle spese una tantum) da raggiungere nei tempi previsti. Il termine tecnico, quello su cui bisogna fissare l’attenzione, è “deviazione temporanea”: si tratta della possibilità accordata solo agli Stati virtuosi (come l’Italia appena uscita dal castigo della procedura d’infrazione) di applicare scostamenti momentanei dagli obiettivi di medio termine, appunto il pareggio di bilancio.

Il nostro deficit nominale ((depurato dagli effetti del ciclo economico) è previsto, secondo le stime più attendibili, al 2,3% sul Pil nel 2014: abbiamo un margine utilizzabile dello 0,5%, appunto circa 8 miliardi (0,5% su 1600 miliardi circa di Pil). Stabiliti i parametri di bilancio, resta da capire cosa si intende per investimenti produttivi. Certo non sarà un assegno in bianco sottoscritto dall’Europa: le risorse aggiuntive dovranno essere impiegate solo ed esclusivamente per investimenti pubblici produttivi in grado di accrescere il potenziale dello sviluppo e generare occupazione. In ogni caso, senza sforare sul deficit.