Equitalia, ad Benedetto Mineo: “Pronti a diventare la casa del contribuente”

Pubblicato il 22 giugno 2014 18:52 | Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2014 18:52
Equitalia, ad Benedetto Mineo: "Pronti a diventare la casa del contribuente"

Benedetto Mineo

ROMA – Sta per entrare nel vivo la riforma di Equitalia, che il governo punta a realizzare in attuazione della delega fiscale già prima della pausa estiva o al massimo a settembre: un altro tassello per migliorare il rapporto tra fisco e contribuenti che passerebbe per la trasformazione del volto dell’ente di riscossione da quello di ‘avvoltoio’ a quello di ‘amico’ del cittadino alle prese col fisco.

Ed Equitalia, assicura in una intervista all’Ansa l’amministrazione delegato Benedetto Mineo, è “pronta” a diventare quella sorta di ‘casa del contribuente’ che sarebbe nei progetti, ancora da approfondire, dell’esecutivo. Per la riforma di Equitalia il governo starebbe ipotizzando di trasformarla in una ‘casa del contribuente’, attribuendole anche un ruolo di garanzia dei diritti di cittadini e imprese.

“Se questo è il progetto, noi siamo pronti. Sarebbe l’occasione per definire un quadro normativo che consenta a Equitalia di avere gli strumenti più idonei per svolgere la propria attività. Equitalia già oggi offre a cittadini e imprese consulenza e assistenza. Gestiamo 2,3 milioni di rateizzazioni per un importo di oltre 25 miliardi di euro, abbiamo attivato in ogni provincia lo sportello amico per garantire maggiore ascolto ai contribuenti in difficoltà, facciamo compensazioni e rimborsi, abbiamo canali di contatto e di pagamento online, tuteliamo i cittadini contro le richieste errate da parte degli enti pubblici creditori”.

Per rafforzare questo ruolo si starebbe valutando di consentire a Equitalia l’accesso a più banche dati esistenti per evitare il ripetersi di fenomeni come le ‘cartelle pazze’.

“Questo sicuramente ci consentirebbe di incrociare i dati e di effettuare un controllo preventivo sulle informazioni e sulle richieste di riscossione che ci vengono trasmesse. Questo semplificherebbe molto il rapporto con i contribuenti”.

Il vostro impegno a favore dei contribuenti non è sempre riconosciuto dall’opinione pubblica. Perché?

“Perché la pressione fiscale in Italia è troppo alta e questo porta i cittadini a scaricare su Equitalia, quale anello finale della filiera tributaria, tutto il loro malcontento. Certo anche noi abbiamo fatto degli errori e da questi siamo partiti per migliorarci quotidianamente. Mi riferisco ad esempio all’utilizzo fatto in passato di procedure di riscossione massive. Da tempo questo approccio è stato superato a favore di azioni mirate per tipologia di credito e maggiormente concentrate sulle grandi morosità”.

Si parla di attribuire a Equitalia anche il ruolo di soggetto pagatore dei debiti della P.a.

“Abbiamo il know how e gli strumenti per svolgere anche questo compito. Equitalia è una società in continua evoluzione, abituata al cambiamento nell’ottica dell’innovazione e di una sempre maggiore efficienza. Credo che chi ha il compito di decidere, cioè il Governo e il Parlamento, conosca l’importanza del ruolo svolto da Equitalia e la veda come una risorsa per il Paese, non come un problema da risolvere. Quindi, se ci saranno nuovi scenari, sono convinto che saranno orientati a migliorare ulteriormente l’attività di riscossione e a valorizzare i lavoratori del settore”.