Equitalia, non dire mostro: dal 2008, 30 mila rateizzazioni al mese

Pubblicato il 21 Maggio 2012 11:18 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2012 11:18

ROMA – A proposito di Equitalia: non sarà mai popolare, è additata sempre più di frequente come il male assoluto, eppure dal 2008 a fine marzo 2012 viaggia a una media di 30 mila rateizzazioni al mese, per un controvalore di ben 20 miliardi. E non si tratta dell’unica concessione al contribuente, visto che già a partire dall’anno scorso si sono moltiplicate le misure che mitigano le condizioni per la riscossione dei tributi inevasi. Insomma, tra pressioni del mondo politico, campagne di stampa e appelli a una maggiore indulgenza, l’agenzia di riscossione pubblica (al 51% dell’Agenzia delle Entrate e al 49% dell’Inps) mostra una faccia meno feroce. Non solo rateizzazioni – dal 2008 sono state un milione e mezzo.

Sul Sole 24 Ore del 21 maggio, vengono indicate le altre misure adottate in favore del “cliente” moroso: doppio sollecito prima delle ganasce fiscali sotto i 2mila euro, il limite di 20mila euro per le ipoteche sull’abitazione principale del debitore. Il Parlamento ha appena approvato un ordine del giorno alla Camera che prevede una moratoria di un anno a favore dei soggetti che non ce la fanno a pagare perché particolarmente in difficoltà. Si sta studiando anche la possibilità di diminuire l’aggio (ciò che prende il riscossore per la sua attività) dal 9% al 7% dei crediti iscritti a ruolo.

Ricordiamo che questo aggio è per metà è a carico del contribuente e per metà a carico dello Stato: dopo i 60 giorni è tutto a carico del contribuente. Oltre al taglio dell’aggio verranno esaminati altri provvedimenti, come  la previsione di un tetto sulle ipoteche agli immobili d’impresa e la nascita di strutture con il compito di esaminare i singoli casi al fine di personalizzare il trattamento da applicare. D’altra parte, l’esperienza di Equitalia, la razionalizzazione e l’unificazione cioè dei soggetti deputati alla riscossione dei crediti, è stata un successo.

Funziona. Fino al 1° ottobre 2006 operavano 36 operatori (di proprietà di 54 banche e 35 di soggetti privati) in un contesto di frammentazione ed eterogeneità di regole e sanzioni “in 94 ambiti provinciali con strutture e metodologie spesso differenti tra loro”. In quattro anni c’è stata una vera impennata dei tributi recuperati, un balzo dell’80%, con un risultato di 8 miliardi tornati nelle casse dello Stato. Soldi di tutti.