Esodati, altri 32.100 salvaguardati: tutele estese fino al 31 dicembre 2016

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2014 19:52 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2014 19:53
Esodati, altri 32.100 salvaguardati: tutele estese fino al 31 dicembre 2016

Il tram degli esodati a Torino (foto Ansa)

ROMA – Il decreto di legge esodati è stato licenziato dalla commissione Lavoro del Senato. Questo significa che le misure di salvaguardia per gli esodati (come peraltro era stato annunciato) saranno prolungate fino al 31 dicembre 2016. Tradotto in cifre, oltre 32mila ex lavoratori saranno salvaguardati. Gli esodati, ricordiamolo, sono coloro che non ricevono più stipendio perché (dietro accordi con la propria azienda) hanno terminato di lavorare. E non ricevono ancora pensione perché non hanno raggiunto l’età pensionabile. Erano gli esclusi eccellenti della riforma Fornero

Il relatore del provvedimento, Mario Mauro, spiega che

“E’ stato anche approvato un ordine del giorno che chiede al governo di quantificare quanti altri esodati restano da tutelare e di chiudere la partita a margine della Legge di stabilità”

L’agenzia Public Policy spiega in cosa consiste il ddl:

La commissione Lavoro del Senato ha approvato in via definitiva – in sede deliberante e in seconda lettura – il disegno di legge sugli esodati che contiene la cosiddetta sesta salvaguardia del Governo. Il testo è frutto di un emendamento del governo, depositato a fine giugno in commissione Lavoro alla Camera dallo stesso ministro Giuliano Poletti, che ha sostituito per intero il testo unico concordato fra tutte le forze politiche in commissione, che non aveva però ricevuto l’ok dalla Ragioneria dello Stato.

La cosiddetta sesta salvaguardia del governo, come aveva spiegato lo stesso Poletti in occasione della presentazione dell’emendamento, prolunga di dodici mesi le misure di salvaguardia già previste estendendole al 31 dicembre 2016. Gli ex lavoratori e lavoratrici che rientreranno in quest’ultima salvaguardia saranno 32.100. Le coperture individuate derivano da fondi risultanti dalla riduzione delle platee della seconda e della quarta salvaguardia e – per la parte residuale – dalle risorse del ministero del Lavoro per la cassa integrazione in deroga.

La salvaguardia riguarda lavoratori in mobilità ordinaria, lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi, lavoratori cessati, familiari di disabili, lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato cessati dal lavoro tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011.

Per Poletti la soluzione individuata era – come si legge dai resoconti di fine giugno in commissione Lavoro alla Camera – “la migliore possibile per affrontare d’urgenza le questioni più spinose, considerati anche i ristretti vincoli di bilancio”. In merito alle risorse provenienti dalla cassa integrazione in deroga Poletti aveva spiegato che la “riduzione del Fondo sociale per l’occupazione e la formazione non avrà luogo prima dell’anno 2015” e che le risorse verranno ripristinate “già nella prossima legge di Stabilità”. “Qualsiasi altra misura strutturale, che il Governo intende realizzare – aveva spiegato Poletti la settimana scorsa depositando l’emendamento in commissione Lavoro – sarà assunta nell’ambito della prossima legge di Stabilità, all’interno un piano di intervento più complessivo, per la realizzazione del quale sono già in corso verifiche di natura tecnica”.