Esodati, c’è la copertura: così dovrebbe funzionare il salvataggio

Pubblicato il 12 Novembre 2012 17:06 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2012 20:10
Esodati, c’è la copertura: così dovrebbe funzionare il salvataggio

ROMA – Rebus esodati verso la soluzione. Si apre infatti uno spiraglio per tutti quei lavoratori che hanno contrattato l’uscita dall’azienda in base alle vecchie regole pensionistiche e che ora rischiano di restare senza pensione e senza lavoro. E’ infatti stato sciolto il nodo degli interventi in favore degli esodati nella Legge di Stabilità. I relatori hanno presentato un nuovo emendamento con una copertura adeguata che è stata “certificata” dalla ragioneria: prevede la deindicizzazione delle pensioni sei volte superiori al minimo.

Il nuovo meccanismo messo a punto prevede che vengano utilizzati gli eventuali risparmi dei 9 miliardi già stanziati per risolvere il problema degli esodati, con una sorta di “autocopertura”. Gli eventuali risparmi arriverebbero da politiche attive per la reintroduzione sul posto di lavoro. Solo nel caso in cui i risparmi non bastassero si ricorrerebbe alla deindicizzazione delle pensioni più ricche, cioè 3.000-3.500 euro, recuperando così una cifra per coprire le eventuali necessità del 2014. Su questo comunque, si farà il punto della situazione all’inizio del prossimo anno.

Cambia, inoltre, la platea dei lavoratori per i quali scattano le nuove tutele per gli esodati. Dal nuovo emendamento dei relatori scompare il riferimento ai lavoratori licenziati prima del 2011 per il fallimento della propria società. Al loro posto c’è invece la categoria di chi è entrato in mobilità entro il 4 dicembre 2011.

La precedente versione dell’emendamento prevedeva, in uno dei commi che serviva ad identificare le categorie interessate, la possibilità di estendere la tutela ”ai lavoratori licenziati, entro il 31 dicembre 2011, anche in conseguenza di fallimento o di altra procedura concorsuale nonchè di cessazione dell’attività dell’impresa, purchè privi di occupazione, che maturino il diritto a pensione sulla base delle previgenti regole entro i successivi 24 mesi”.

Nel corso del confronto è stato valutato che in questo caso non si può parlare tecnicamente di esodati e che, a tutela di queste situazioni, ci sono altri ammortizzatori sociali. Al loro posto è stata invece inserita una nuova categoria. Quella dei ”lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria entro il 4 dicembre 2011 e collocati in mobilità ordinaria alla predetta data, i quali in quanto fruitori della relativa indennità devono attendere il termine della fruizione della stessa per poter effettuare il versamento volontario a condizione che perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese dall’entrate in vigore del decreto legge” sugli esodati.

”E’ la risposta alle esigenze che ho posto di salvaguardia per le persone che nel 2013 e 2014 rischiavano di trovarsi senza reddito”. Così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero ha commentato la “copertura”. ”Per queste persone – ha aggiunto – sino al 2014 il problema è risolto”. ”La mancanza di dati – ha spiegato – dipende anche dal fatto che nessuno aveva pensato a un registro degli accordi, soprattutto i territoriali ancora oggi non li conosciamo nel dettaglio”.

“Il Governo è soddisfatto, è un importante passo avanti che arriva dopo un lavoro intenso”, ha dichiarato il sottosegretario al Lavoro Michel Martone, aggiungendo che “è stato deciso di destinare tutte le risorse alla risoluzione dei casi più difficili”. Anche la Cgil ha commentato: “L’accordo trovato in parlamento sulla copertura nella questione esodati è una risposta molto parziale, un passo in più ma che non risolve di certo il problema”. Lo afferma il segretario confederale Cgil Vera Lamonica spiegando che ”non assume il principio che il diritto deve essere definito ed uguale per tutti”.