La pensione flessibile: non più bloccata a 66 anni, torna quota 62, a meno soldi

Pubblicato il 6 Maggio 2013 11:23 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2013 11:43

a pensione flessibile: non più bloccata a 66 anni, torna quota 62ROMA – La pensione flessibile: non più bloccata a 66 anni, torna quota 62. Mai più esodati, effetto collaterale della riforma Fornero: il Governo Letta si prepara a riscrivere le regole previdenziali. Una soluzione “strutturale”, ha detto testualmente il premier, che, secondo intenzioni e auspici, introdurrà una forma di flessibilità in uscita dal lavoro verso il pensionamento. Come succede adesso ancora per le donne, si potrà scegliere il ritiro anticipato con penalizzazione. In pratica, si ricorrerà a forme circoscritte di gradualizzazione del pensionamento prevedendo 3/4 anni di anticipo con penalizzazione proporzionale.

Si tratta dell’estensione del pensionamento flessibile a tutti i lavoratori anziani penalizzati dalla riforma Fornero: ne rimangono 140 mila ancora, ma è facile prevedere altri licenziamenti quest’anno e l’anno prossimo con lavoratori ancora lontani pochi, decisivi anni, dalla pensione. In attesa che venga definito nei dettagli il piano del governo, riportiamo le dichiarazioni del sottosegretario al Lavoro Carlo Dell’Aringa a Repubblica “Pensionamento flessibile o rischiamo una valanga di esodati”):

“Già oggi, per esempio,  è previsto che le donne lavoratrici possano andare in pensione prima dei 62 anni con una penalizzazione sul trattamento. Potrebbe essere esteso questo meccanismo a tutti coloro che hanno perso il lavoro. Bisogna prendere atto con realismo che con l’ultima riforma, ma pure con i provvedimenti precedenti, si è aperta una falla sociale spaventosa. E bisogna fare di tutto perché con gli anziani che rimangono di più al lavoro e con un’economia che non cresce, non ci sono opportunità di lavoro per i giovani. Consideri che negli ultimi anni l’occupazione nella fascia di età over 55 è aumentata di 400 mila unità”.

Sempre per ovviare al doppio problema dell’aumento dell’occupazione nella fascia di età over 55 (anche questo prodotto della riforma Fornero) e della spaventosa emergenza dei due milioni di giovani che non studiano né lavorano, è di grande attualità il dibattito sulla staffetta generazionale: il lavoratore anziano dovrebbe accettare di cambiare il suo contratto in un part time mentre l’azienda in cambio assume un apprendista. Va riconosciuto che la staffetta era anche un’idea di Elsa Fornero: lo scoglio, che si ripresenterà, sarà la valutazione di misure compensative del reddito perso dal lavoratore anziano.