Eurispes: 1 italiano su 3 non arriva a fine mese

Pubblicato il 30 gennaio 2014 23:20 | Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2014 23:21
Eurispes: 1 italiano su 3 non arriva a fine mese

Eurispes: 1 italiano su 3 non arriva a fine mese

ROMA  – Quasi un italiano su tre non riesce ad arrivare a fine mese con le proprie entrate, per l’88% degli italiani la condizione economica del Paese è peggiorata nell’ultimo anno ma al tempo stesso ci sono quasi 11 milioni che spendono 1.200 euro l’anno in prodotti per il benessere fisico. E’ un quadro contrastante quello che fornisce il 26mo Rapporto Italia pubblicato da Eurispes.

Il presidente dell’Istituto, Gian Maria Fara, tuttavia, sdrammatizza. “L’Italia sta vivendo una crisi profonda e drammatica. Ma questo non è un Paese senza futuro”, dice. E punta il dito contro il “fantasma” della “sub-cultura del declino e della decadenza” che sembra ormai “pervadere le istituzioni e le coscienze” e invita a prestare attenzione “ai protagonisti dell’Italia che funziona e che in questi anni di crisi hanno tenuto in piedi il Paese”.

Dunque dal Rapporto 2014 emerge che il 30,8% non riesce ad arrivare a fine mese, mentre tra quanti ci arrivano non manca chi, il 51,8%, vi riesce soltanto utilizzando i propri risparmi. Tentare di mettere da parte qualcosa risulta “praticamente impossibile” per tre italiani su quattro. Tra i fortunati che vantano un’occupazione, poi, non tutti si ritengono soddisfatti. Anzi, rileva l’Eurispes, “il quadro che emerge è tutt’altro che incoraggiante”, con il 74,3% dei lavoratori italiani che si sente “stressato”, il 14,2% che è stato vittima di mobbing, il 75,6% poi non si sente sicuro del proprio posto mentre il 63,4% non può fare progetti per il futuro.

Non solo, ben il 36,3% sarebbe pronto a trasferirsi all’estero per lavoro. Il Rapporto Italia 2014, poi, denuncia senza mezzi termini la miopia della politica governativa nei confronti della cultura, settore che, per paradosso, “per un euro pubblico investito ne genera altri venti di Pil”. Eppure, il bilancio del ministero per i Beni e le Attività culturali negli ultimi anni è stato costantemente ridotto, fino a crollare al minimo storico di 1.425 milioni di euro nel 2011, appena lo 0,19% della spesa statale complessiva, una riduzione di risorse pari al 36,4% in 10 anni.

Tra tante “ombre”, brilla invece la luce del Papa. Insediatosi in Vaticano da meno di un anno, Papa Francesco ha conquistato l’affetto non solo tra i cattolici ma anche tra le persone lontane dalla Chiesa. L’87,1% degli italiani sostiene che Papa Francesco stia ridando vitalità alla Chiesa; scettici sulla sua figura solo il 4,5%, indecisi l’8,4%. Per quanto riguarda complessivamente il rapporto tra gli italiani e la fede, la maggioranza della popolazione, il 75,2%, dichiara di essere cattolica ma è praticante solo un terzo. I cattolici si dicono poi a favore di staminali (88,4%), divorzio breve (81,8%), coppie di fatto (74,9%), fecondazione assistita (74,4%) e testamento biologico (68,1%). Contrari invece al suicidio assistito (76,1%), alle adozioni di bambini per coppie gay (71,8%) e ai matrimoni omosessuali (56,8%).

Aumenta poi in Italia il numero dei matrimoni misti, che dal 1996 al 2012 sono più che raddoppiati: da 9.875 a 20.764. Secondo le stime dell’Istituto, i matrimoni tra italiani e stranieri arriveranno a quota 28 mila nel 2015 e quasi 36 mila nel 2030, ma il nostro Paese è solo al 22mo posto in Europa per diffusione di queste unioni. Sul fronte dello sport, gli italiani sono molto tifosi, ma poco sportivi: appena il 34,3% pratica regolarmente un’attività sportiva, un dato che ci colloca agli ultimi posti in Europa, insieme con Grecia, Bulgaria e Portogallo.

Infine, la politica. Eurispes sferza la classe politica italiana, “che non guarda al di là del proprio orizzonte e che non cerca la via per il bene comune ma che si gode il tepore di un sonno letargico”. E classifica il Movimento 5 Stelle come “movimento populista”, auspicando rinunci “alle tendenze dittatoriali di una leadership troppo decisionista, inserendo elementi di democrazia interni e optando per delle idee di riferimento più chiare e definite”, pena il suo declino.