Banche Usa pronte al crollo dell’euro: riducono esposizione con i Paesi in crisi

Pubblicato il 6 agosto 2012 18:29 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2012 19:08

euroNEW YORK – L’America è pronta per il crollo dell’euro: secondo il Financial Times le banche di Wall Street si stanno preparando per una possibile uscita di un Paese dall’euro e per il crollo del sistema Europa. Ovvero, le banche made in Usa stanno tentando di scrollarsi di dosso il peso degli investimenti dei e nei Paesi a rischio, chiedendo alle controparti e ai creditori di rivedere i contratti oppure trovare un’altra banca con cui fare affari.

Stanno insomma ricorrendo a strategie di copertura, come i credit default swap, riducendo la loro esposizione netta nei Paesi in difficoltà ma sono anche impegnate ad assicurarsi che se un Paese lasciasse l’area euro non si troverebbero a ricevere pagamenti in valute come dracma o peseta. JPMorgan, Bank of America, Citigroup, Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno ridotto la loro esposizione, che varia dai 5,4 miliardi di dollari di Morgan Stanley agli oltre 20 miliardi di dollari di JPMorgan.

I dati emergono dall’analisi dei bilanci del secondo trimestre 2012, resi noti dagli stessi istituti di credito. JP Morgan avrebbe aumentato la percentuale di bond assicurati dal 52% al 61%. Più significativo il dato di Credit Suisse, la cui percentuale di bond coperti da cds è volata dal 69% al 90%, mentre resta meno rilevante il passaggio dal 60% al 62% di titoli di Stato assicurati dalla concorrente Ubs.

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