Tempesta d’autunno in arrivo sui mercati. Eurozona verso la recessione

Pubblicato il 4 settembre 2012 15:09 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2012 15:09
ben bernanke

Ben Bernanke (Foto Lapresse)

ROMA – Per i mercati quella di questi giorni è la “quiete prima della tempesta”. I quotidiani statunitensi non sono teneri con il futuro dell’Unione Europea. Wall Street Journal e New York Times su una cosa sono d’accordo: l’autunno dell’euro sarà ricco di “drammatici eventi economici, finanziari e politici”.

E la crisi non riguarda solo l’Europa. I mercati manifatturieri asiatici parlano di una contrazione notevole, con l’indice degli acquisti di agosto ai livelli minimi negli ultimi nove mesi. Il settore manifatturiero è in contrazione sia in India sia in Corea del Sud. Solo in Cina le cose vanno leggermente meglio, ma nulla a che vedere con i grandi risultati della prima parte del 2011.

Negli Stati Uniti le cose non vanno certo benissimo, ma i minori vincoli del Paese rispetto a quelli dell’Unione, divisa al suo interno, rendono le cose meno difficili. Nel suo discorso al summit annuale di Jackson Hole, il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha difeso la politica monetaria della Fed e il suo interventismo. Se però Bernanke non esclude nuovi stimoli all’economia americana è perché non ha le mani legate come il suo collega Mario Draghi.

In Europa infatti gli occhi sono puntati sul vertice di giovedì 6 settembre, in attesa di vedere se Draghi deciderà di comprare i Titoli di Stato a tre mesi dei Paesi in difficoltà. E sul 12 settembre, quando la Corte Costituzionale tedesca stabilirà se la Germania possa aiutare con i propri soldi altri Paesi Ue in difficoltà.

Secondo James White, analista anziano di First Investments,a  Sydney, “quello che vedremo a settembre sarà una conferma del fatto che l’Europa è in grado di rinviare ogni ristrutturazione, cosa positiva per i mercati nel breve termine”.

Altri appuntamenti chiave non solo per la politica ma anche per la situazione economica e finanziaria globale sono le elezioni americane di novembre e la transizione ai vertici della Cina: entrambi questi cambiamenti potrebbero portare delle misure di stimolo nelle rispettive economie.

Anche nell’Eurozona il manifatturiero si è contratto più delle attese, tanto che il New York Times scrive che per il terzo quadrimestre del 2012 c’è il reale rischio di una recessione.

Le stime di Markit Economics, società di indagini finanziarie, sull’industria nell’area Euro a 17 sono state riviste al ribasso. Gli indici parlano di un ribasso dei prezzi ben superiore alle previsioni,

Le industrie europee stanno sentendo gli effetti della crisi del debito sovrano, mentre le misure di austerità hanno indebolito le esportazioni e la domanda da parte dei consumatori.

La fiducia del mondo economico nell’Eurozona, sostiene il New York Times, crollata ai valori più bassi degli ultimi tre anni e l’inflazione in agosto è arrivata al 2,6 per cento, mentre il tasso di disoccupazione a luglio ha raggiunto il record dell’11,3 per cento.

Ma il settore manifatturiero dell’Eurozona resta a livelli di contrazione, come sottolinea Rob Dobson, economista di Markit. Anche l’euro sta perdendo quota rispetto al dollaro, aggirandosi ormai generalmente intorno a 1,25 dollari. Il New York Times nota che la moneta unica ha perso l’11% del proprio valore solo l’anno scorso.

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