Idea Tremonti: “Bond europei contro la crisi”. Gelo della Merkel: “Assolutamente no”

Pubblicato il 6 Dicembre 2010 19:45 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2010 19:45

Giulio Tremonti

La tribuna è di quelle autorevoli e la proposta è di quelle destinate a far discutere. E non poco. Dalla prima pagina del Financial Times, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, affiancato dal  presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker,  lancia la sua proposta per affrontare, e magari anche risolvere, la crisi debitoria che sta mettendo alle corde, l’uno dopo l’altro, diversi paesi della Ue.

Dopo i  “Tremonti bond” pensati per le nostre banche, il ministro ora propone gli Eurobond. Spiega Tremonti che alla crisi va data una risposta “forte e di sistema” con un’agenzia Europea del debito, e appunto, gli e-bond, obbligazioni sovrane europee. Detto in modo semplice significherebbe emettere obbligazioni, ovvero titoli di debito, garantiti da tutta la Ue, dalle “derelitte” Grecia e Irlanda, fino alla Germania. Tremonti ha in mente un disegno preciso: “Raggiungere gradualmente un ammontare di emissioni equivalente al 40% del prodotto interno lordo dell’Unione europea e di ciascuno Stato membro”.

Idee chiare enunciate, però, senza tenere conto della Germania che si oppone. Ha iniziato il ministro delle finanze Wolfgang Schäuble spiegando che prima di pensare a una soluzione di questo tipo servirebbero “cambiamenti importanti”. Ovvero le sanzioni: gli e-bond senza una politica del “chi sfora paga” porterebbero la moneta europea al “fallimento”. Se il ministro tedesco punta sulle “regole” il no di Angela Merkel è ancora più netto: “Non c’è alcun bisogno di aumentare il volume dei fondi a disposizione per salvare gli Stati dell’Eurozona in difficoltà”. Quanto agli ebond, la cancelliera va dritta al cuore della questione, ovvero, la concorrenza a livello europeo sui tassi di interesse. Secondo la Merkel, infatti,  “il livello dei tassi di interesse  rappresenta anche un incentivo a realizzare gli obiettivi del Patto di stabilità e di crescita”.

La cancelliera, dopo che il Guardian, qualche giorno fa l’ha “captata” mentre parlando con il premier greco sognava l’uscita dalla Germania dall’euro, continua a mostrarsi dura. Di certo c’è che nel suo Paese il dibattito “euro sì – euro no” esiste ed è sentito. Tra aiuti alla Grecia prima, e all’Irlanda poi, i tedeschi coi loro conti a posto e l’economia in forte ripresa si sentono in qualche modo “europrigionieri”. Romano Prodi, però, invita i tedeschi a pensare alla questione con maggiore attenzione. Intervistato dal quotidiano spagnolo El Pais l’ex presidente del Consiglio spiega: “La Germania deve capire che l’euro le conviene. E’ l’euro che moltiplica la sua potenza economica”.

In concreto con gli e-bond, gli stati più solidi finirebbero per garantire quelli più deboli. Le difficoltà tecniche non mancano. Come metterla con chi ha già acquistato bond di un certo stato ad un determinato tasso di interesse? Con gli e-bond si rinegozia il tutto? I bond tedeschi rendono poco e niente perché sono “a prova di bomba”. Chi compra quelli portoghesi rischia di più e spera di ottenere di più. L’idea dei bond europei, invece, è destinata a cambiare tutte le regole del gioco. Tremonti ha lanciato il sasso. La Merkel ha già fatto sapere che aria tira. La battaglia, però, sembra appena cominciata.