Eurogruppo, piano per meno tasse lavoro. Padoan: “Restiamo sotto 3% ma non 2,6%”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2014 15:06 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2014 15:18
Eurogruppo, piano per meno tasse lavoro. Padoan: "Restiamo sotto 3% ma non 2,6%"

Eurogruppo, piano per meno tasse lavoro. Padoan: “Restiamo sotto 3% ma non 2,6%”

MILANO – Meno tasse sul lavoro. E’ il primo impegno ribadito dall‘Eurogruppo, in corso a Milano. Nel corso dell’incontro di venerdì sono stati definiti i principi comuni su come raggiungere l’obiettivo. “Spostare la tassazione del lavoro e ridurre le spese improduttive”: queste le due indicazioni chiave annunciate dal presidente Jeroen Dijsselbloem che ha parlato di un nuovo “policy mix” come faro di orientamento per le politiche economiche europee. L’Eurozona, ha spiegato, deve passare alla fase due: se prima era necessario assicurare la stabilità finanziaria, ora l’obiettivo è assicurare la crescita. Ma i conti pubblici italiani, come sottolineato dal bollettino della Bce alla vigilia dell’incontro, vanno consolidati.

Il vero nodo della riunione dei ministri delle finanze europei è proprio il deficit. Il ministro dell’Economia italiano, Pier Carlo Padoan arrivando all’Eurogruppo per prima cosa ha replicato al richiamo della Bce: “Rispetteremo gli impegni”, ha detto. L’Italia resterà sotto il 3%, ma non il 2,6%. Il target del deficit al 2,6% era “un obiettivo compatibile con un quadro macroeconomico diverso, e comunque rispetteremo i vincoli”, ha spiegato Padoan. L’Eurotower ha chiesto al governo uno sforzo di consolidamento maggiore, ma la replica del ministro è stata secca:

“Stiamo lavorando alla legge di stabilità che per definizione impatta sui conti”.

Da parte sua il ministro Pier Carlo Padoan torna a ricordare all’Europa la necessità di fare uno sforzo per la crescita e l’occupazione, perché ancora troppo poco è stato fatto e serve un miglior coordinamento delle politiche nazionali con quelle dell’Unione per fare squadra:

“C’è una forte convergenza sull’idea che gli investimenti sono essenziali in Europa per riprendere la crescita, i due ingredienti fondamentali sono riforme strutturali per migliorare l’ambiente delle imprese e più efficacia degli strumenti di finanziamento per attirare i capitali privati”

E di “riforme strutturali”, ha parlato anche il governatore della Bce Mario Draghi.

“Per far sì che tornino gli investimenti serve fare riforme strutturali più ambiziose. I Paesi dovranno affrontare le raccomandazioni specifiche in maniera determinata”.

Solo in questo modo l’economia ripartirà.

“La crescita nell’Eurozona si è fermata nel secondo trimestre dopo quattro trimestri di ripresa, ma la Bce continua a ritenere che la ripresa per quanto modesta e fragile continui”.

L’impegno italiano a non sforare è stato comunque ribadito da un secco tweet mattutino del premier Matteo Renzi

“Noi rispettiamo il 3%. Siamo tra i pochi a farlo. Dall’Europa dunque non ci aspettiamo lezioni, ma i 300 miliardi di investimenti”.

E una timida apertura agli investimenti arriva persino dal ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, che dice:

“Siamo in un ambiente economico che richiede un rafforzamento degli investimenti in Europa, Germania inclusa”.

Quanto alla richiesta della Francia di spostare il rientro del rapporto deficit/pil, attualmente sopra il 3%, al 2017, Padoan si limita a rispondere: “Parigi è Parigi”.