Europa: quattro gambe anti coronavirus, anzi cinque. Eppur cammina

di Lucio Fero
Pubblicato il 10 Aprile 2020 10:13 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2020 10:21
Coronavirus Europa: quattro gambe anti coronavirus, anzi cinque. Eppur cammina

Europa: quattro gambe anti coronavirus, anzi cinque. Eppur cammina (nella foto Ansa, Giuseppe Conte con Angela Merkel)

ROMA – Europa, Unione Europea, Ue: dice che non c’era, non c’è. Che era immobile, anzi destinata alla palese spaccatura, anzi destinata ai reciproci e rancorosi saluto tra soci di un nulla. Tanto soci amichevoli l’un l’altro i paesi della Ue non sembrano e non saranno di certo, però proprio un nulla non è quello che hanno, insieme, messo in campo contro la gran malattia dell’economia indotta dall’epidemia coronavirus.

C’ è stato un accordo, e non è un accordicchio di facciata. Poteva essere solo accordicchio di facciata, non potevano uscire dal vertice dicendo: niente da fare, ognuno per sé e porte reciprocamente sbattute in faccia.

Non potevano, gli sarebbero crollati addosso i mercati seppellendo di polvere e calcinacci ogni governo. Dovevano, potevano comunque far finta di trovare un accordo. E’ andata meglio, hanno trovato un accordo su quattro gambe anti coromavirus. Quattro gambe su cui marciano i soldi, quattro gambe, anzi cinque.

Bce è la prima gamba, compra titoli sovrani senza limiti, consente quindi a tutti i paesi, Italia in testa, di stare sui mercati finanziari in condizioni più che accettabili e fornisce la liquidità perché lo Stato eroghi la spesa corrente. La gente che maledice lo straniero rapace e avido e avaro di euro non lo sa che stipendio corre anche perché Bce ha deciso che corra, la gente non lo sa e non lo vuole sapere.

Ma così è. Però Bce non è Ue, Bce ha preceduto Ue. Bce ha fatto prima quel che poteva perché Bce è istituto comunitario, Bce non è Stati Sovrani l’un contro l’altro.

Bei è la seconda gamba, Banca di Investimenti Europei rifinanziata per l’occasione con soldi europei, erogherà credito a progetti industriali per 200 miliardi.

Sure è la terza gamba, acronimo anglosassone che possiamo tradurre in Cassa integrazione europea: 100 miliardi.

Mes è la quarta gamba: 400 miliardi di prestiti (soldi europei) per chi li vuole. Alla sola e unica condizione che vadano in spese sanitarie, dirette e indirette. Altra condizione non c’è.

Quattro gambe, anzi cinque: Recovery Fund è la quinta. Fondo per la ripresa, non è corona bond ma, se non è zuppa, è pan bagnato. Un Fondo europeo per la ripresa economica, in fondo comune tra Stati della Ue, finanziato da Stati delle Ue: la cosa più simile agli euro bond che si possa fare e pronunciare di fronte agli elettorati dei paesi del Nord Europa.

Cinque gambe, cui aggiungere la quota di bilancio Ue autonomamente destinata dalla Commissione all’emergenza coronavirus. Cinque gambe su cui camminano, fatte le somme, più di mille miliardi (per ora) di soldi europei che vanno a sostenere gli Stati, i governi, le popolazioni ( su una stima di necessità di circa 1.500 miliardi su scala continentale).

Quattro gambe, anzi cinque. Mes senza condizioni che non siano quelle più che doverose della spesa per sanità e salute. Recovery Fund che è il nome in codice per la sostanza di un debito comune tra i paesi. Quattro gambe, anzi cinque. Europa, eppur cammina, eppur si muove, eppure c’è.

E quelli che in Italia grideranno: tradimento, anatema, mai i soldi del Mes? Come testimoni di Geova che rifiutano trasfusioni di sangue per salvarsi la vita, rifiutano perché il sangue inquina la loro fede, preferiscono lasciar morire se stessi e i propri cari pur di non prendere sangue altrui.

Testimoni di Geova del debito e della finanza e dell’economia in Italia ne abbiamo tanti, si opporranno alle sacrileghe trasfusioni ma, poi, siccome sono italiani, porgeranno il braccio e la vena dicendo: è uno scandalo, un’infamia, contro la mia volontà…quanto me ne date di sangue? (Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)