Evasione Iva, non versa 150 mila euro per la crisi: condannato imprenditore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 gennaio 2014 17:06 | Ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2014 17:06
Evasione Iva, non paga 150 mila euro per la crisi: condannato imprenditore

Evasione Iva, non paga 150 mila euro per la crisi: condannato imprenditore (LaPresse)

BERGAMO – Un imprenditore edile di Bergamo ha evaso 150 mila euro di Iva perché la sua azienda è in crisi di liquidità, a causa della recessione.

Ma, e sottolineiamo ma, è stato condannato a 2 mesi e 20 giorni di reclusione convertiti in una sanzione (non severissima, in verità) di 3.040 euro.

L’Iva non versata si riferiva all’anno di imposta 2007. Scrive l’Eco di Bergamo che

“La difesa sosteneva la mancanza dell’elemento soggettivo del reato: è vero che l’imprenditore non ha pagato l’Iva – ammettevano i legali in sostanza – ma non l’ha fatto con dolo, bensì per causa di forza maggiore, ovvero per l’assenza di liquidità determinata dalla crisi. Un dato su tutti: nel 2005 l’impresa aveva un volume d’affari da 5 milioni di euro, nel 2012 ridotti a 2,2″.

Il “ma” è motivato dalle recenti sentenze su casi analoghi, tutte in direzione contraria a questa del Tribunale di Bergamo: si va dall’imprenditore di Aosta Pierino Fratallone, che aveva evaso 76 mila euro di Iva ed è stato assolto. Così come è stato assolto il milanese Carlo De Marchi, che aveva evaso 180 mila euro di Iva.

In entrambi i casi i giudici avevano stabilito che mancava “l’elemento soggettivo del reato, vale a dire la volontà di omettere il versamento”: erano state “cause di forza maggiore”, ovvero la crisi, a costringere gli imprenditori a evadere l’Iva.

È stata definita “evasione di sopravvivenza”, evasione per non chiudere l’azienda, evasione che, fino alla sentenza di Bergamo, aveva trovato la comprensione dei giudici.