Tasse, Giampaolino: “Reprimere chi evade, premiare chi paga, cambiare cultura”

Pubblicato il 21 agosto 2012 10:13 | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2012 10:13
Luigi Giampaolino

Luigi Giampaolino (Foto Lapresse)

ROMA – La lotta all’evasione fiscale non si combatte solo reprimendo chi non paga le tasse, ma introducendo e consolidando “comportamenti di massa strutturalmente corretti”, e premiando i “comportamenti adesivi”: parola di Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti.

Intervistato da Enrico Marro per il Corriere della Sera, dopo le parole di Mario Monti sullo “stato di guerra” provocato in Italia dall’evasione, Giampaolino spiega che nella maggior parte dei casi “chi evade lo fa perché ritiene di aver così trovato il modo di vivere meglio di chi è tanto ingenuo da onorare la sua obbligazione di contribuente. Salvo, naturalmente, beneficiare anche dei servizi e delle prestazioni dello Stato sociale finanziati da chi non evade”.

Qui uno dei punti sottolineati dal presidente della Corte dei Conti, che sottolinea il motivo delle tasse: cioè i beni, i servizi e le prestazioni sociali fornite dallo Stato: “I cittadini onesti devono imparare a non stare più al gioco di chiunque pensi di poter fare il furbo, sia che si tratti del negoziante che del medico, dell’avvocato o dell’idraulico. Nella consapevolezza che favorire l’evasione significa pagare due volte il fornitore: per il bene o il servizio ottenuto, ma anche per le prestazioni sociali gratuitamente assicurategli. Con l’aggravante del danno che ne deriva in termini di maggior pressione fiscale legale e di effetto di squilibrio dei conti pubblici”.

Giampaolino chiede di rinforzare nuovamente il ruolo di Equitalia, indebolito a favore dei Comuni: “Non c’è dubbio che i Comuni potrebbero fare molto per contribuire ad una maggiore adesione spontanea. Ma questo risultato non ci sarà se, anche involontariamente, si indebolisce l’efficacia dell’attività di riscossione. Indebolire il ruolo di Equitalia a favore di una miriade di improvvisate società locali di riscossione sarebbe un errore gravissimo che mi auguro non sia commesso”.

Riguardo alla spending review del governo Monti, Giampaolino sottolinea che “deve essere analitica ed approfondita e deve valorizzare gli sforzi in precedenza compiuti. E deve legarsi a obiettivi di riorganizzazione anche profonda degli apparati pubblici, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni. Verificando sistematicamente, senza preclusioni pregiudiziali, l’effettiva utilità della stessa attività amministrativa svolta. Le cosiddette resistenze burocratiche sono spesso solo il riflesso dello scarso grado di approfondimento dell’utilità e della fattibilità degli interventi ipotizzati”.

Per Giampaolino dovrebbe essere la Corte dei Conti a controllare i bilanci dei partiti e la loro gestione finanziaria

Al di là dei numeri, che parlano di 10-12 miliardi recuperati ogni anno a fronte di un’evasione di 100 miliardi, Giampaolino sottolinea l’importanza della “tax compliance”, cioè l’adesione spontanea ai contributi: “È tutta l’attività dell’Amministrazione finanziaria che deve essere impostata e gestita con l’obiettivo di massimizzare l’adesione spontanea: con la repressione, ma anche con la persuasione, con l’assistenza, il supporto, nonché (perché no?) con l’incentivazione premiale dei comportamenti adesivi”.

 

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