Evasometro, ecco quando scattano i controlli

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Settembre 2019 12:44 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2019 12:44

(Foto Ansa)

ROMA –  E’ iniziata anche per le persone fisiche, i contribuenti in carne ed ossa, la sperimentazione dell’evasometro, il nuovo strumento fiscale con cui l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza intendono cercare gli evasori fiscali. 

Spetta adesso alla politica decidere quando e come rendere ufficialmente operativo questo nuovo dispositivo tecnico, in grado di incrociare i dati contenuti nei conti correnti dei contribuenti con quelli delle loro dichiarazioni dei redditi.

Sarà il nuovo governo, quindi, a dover fissare i paletti per la ricerca degli evasori. In ogni caso, ricorda il Messaggero, sia M5s sia Pd sono sostenitori di questa misura. 

Ad oggi l’allarme rosso scatta quando l’algoritmo scopre un divario del 20-25% tra quanto risulta al fisco come reddito (meno alcune spese già conosciute) e quanto risulta nel saldo di fine anno del conto corrente. La constatazione del software non basterà da sola a far scattare i controlli. Dovranno infatti essere valutati anche altri dati per capire se somme aggiuntive possano derivare, per esempio, da una eredità o da altri fattori. 

In ogni caso i dati che verrano presi in considerazione sono cinque: la giacenza media sul conto corrente, i flussi mensili in entrata e in uscita, i saldi iniziali e finali dell’anno. Nel caso di sospetta evasione spetterà al contribuente, che verrà chiamato dal Fisco, dimostrare il contrario, portando carte e giustificativi.

Il Messaggero chiarisce che i controlli automatici saranno comunque visionati anche dall’occhio umano, garantendo la massima trasparenza e tutelando nel contempo la privacy. Per quanto riguarda l’ambito di azione dell’evasometro, i controlli potranno arrivare al 2014. Anche in questo caso, comunque, sarà la politica a decidere. 

Fonte: Il Messaggero