Ex Ilva, Conte: “Scudo penale non è la causa del disimpegno. ArcelorMittal chiede 5mila esuberi. E’ inaccettabile”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2019 22:35 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2019 9:16
ArcelorMittal, Ansa

Lo stabilimento di ArcelorMittal (foto d’archivio Ansa)

ROMA – “Lo scudo penale non è la causa del disimpegno di ArcelorMittal. L’azienda ha chiesto 5mila esuberi per restare in Italia”. Dopo un Consiglio dei ministri durato oltre tre ore e mezza, il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa è durissimo con ArcelorMittal:

“Nessuna nostra richiesta è stata accettata – spiega Conte – La strada che ora abbiamo di fronte ora è quella di richiamare i dirigenti dell’azienda alle loro responsabilità”.

“Come primo punto – continua – ho posto come prima questione il tema dello scudo penale, ho offerto lo scudo e mi è stato rifiutato e sono anche tornato a insistere. Ho chiesto se c’era disponibilità a riaprire il tavolo su questi presupposti. Ma nessuna nostra richiesta è stata accettata”.

“Ma – continua il premier – è emerso chiaramente nell’incontro che non lo scudo penale la vera causa del disimpegno dell’azienda. Lo posso dire chiaramente: lo scudo penale non è il tema”.

“L’azienda – spiega – ci chiede 5.000 esuberi e per noi è un dramma sociale inaccettabile. Lo scudo penale non è il tema. Il tema vero è che Mittal ritiene gli attuali livelli di produzione non riescono a remunerare gli investimenti. E’ un problema industriale”.

Il governo, continua Conte, vuole tenere aperto un tavolo negoziale con l’azienda. Un tavolo che resterà aperto nei prossimi due giorni, fino a quando ArcelorMittal tornerà a Palazzo Chigi.

Il premier poi lancia un appello alla maggioranza, all’opposizione e ai sindacati:

“Il nostro strumento al momento è la pressione del nostro sistema Paese. Faccio appello al presidente Michele Emiliano, al sindaco di Taranto, a tutti i sindacati. Verrete convocati a Roma domani pomeriggio: apriamo un tavolo di crisi. Chiameremo a raccolta l’intero Paese”.

Il governo, dice Conte, non ha un piano B: “In questo momento la cosa più concreta è richiamare a responsabilità i vertici di ArcelorMittal. Ovviamente non restiamo inerti e se ci fossero rigidità cercheremo strade alternative”.

Fiom e Uilm proclamano lo sciopero.

Fiom e Uilm al termine del consiglio di fabbrica, si legge in un comunicato, hanno deciso di proclamare uno sciopero di 24 ore per l’8/11 nel quadro delle “iniziative di mobilitazione per salvaguardare il futuro ambientale e occupazionale del territorio ionico” e “Di fronte all’arroganza” di ArceloMittal e “ad una totale incapacità ed immobilismo della politica”. “La scelta di Arcelor Mittal” è “stata dettata dalla volontà di rimettere in discussione” l’accordo del 6/9/2018 e che trova “un alibi su vicenda dell’esimente penale”.

“Oggi – si legge ancora nella nota – si è tenuto un incontro tra il Governo e Arcelor Mittal che non ha prodotto alcuna novità se non la conferma della volontà della multinazionale di recedere il contratto di fitto”.

“La multinazionale – aggiungono – ha evidenziato, nella nota inviata ad Ilva in AS, che il problema non è solo lo scudo penale ma bensì le problematiche giudiziarie di AFO 2 e soprattutto il riesame dell’Aia”.

Fonte: Ansa.