Facebook crolla in Borsa, investitore fa causa al Nasdaq: “Ipo mal gestita”

Pubblicato il 23 Maggio 2012 8:49 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2012 9:23

NEW YORK – Un investitore di Facebook fa causa al Nasdaq, accusandolo di aver ”mal gestito” l’initial public offering di Facebook. Si tratta – riporta l’agenzia Bloomberg – di Philip Goldberg, investitore del Maryland, che nei documenti depositati a un tribunale di Manhattan afferma di aver cercato di ordinare e anche cancellare gli ordini per i titoli Facebook ma senza successo in quanto gli ordini non sono stati propriamente eseguiti. Il Nasdaq ha incontrato problemi tecnici nell’avvio degli scambi di Facebook che sono stati ritardati di mezz’ora venerdi’ scorso, all’esordio in Borsa. Il Nasdaq ha ammesso di aver incontrato difficolta’ anche nel comunicare ai trader l’esecuzione degli ordini.

L’altro grande accusato del crollo di Facebook in Borsa è Morgan Stanley, la banca di Wall Street che ha curato la definizione dell’Ipo per Mark Zuckerberg. Le accuse degli investitori alla banca sono arrivate dopo che i titoli di Facebook sono calati del 18% nelle prime tre sedute. Morgan Stanley si difende dalle accusee dalla citazione ricevuta dalle autorità del Massachusetts: “Per Facebook abbiamo seguito le stesse procedure usate per tutte le altre ipo. Le procedure sono in linea con le norme”, ha scritto la banca in una nota.

Un altra spiegazione, o un altro potenziale colpevole, del crollo sarebbe il chief financial officer di Facebook, David Ebersman, che ha deciso di aumentare del 25% il numero delle azioni da emettere tre giorni prima dell’ipo: una decisione che ha pesato sul titolo, condannandolo. Questa l’opinione del Wall Street Journal, che ha sottolineato come la decisione di Ebersman, assunta con l’appoggio di Morgan Stanley, ha evitato alle azioni Facebook il boom nel primo giorno di scambi. I titoli di Facebook sono scesi martedi’ dell’8,9% a 31 dollari. I titoli erano stati venduti per cifre tra i 34 ed i 38 dollari prima dell’entrata in Borsa, e nelle prime battute di scambio erano stati acquistati anche per 42 dollari da sfortunati investitori.