Facebook rischia altri 5mln di multa per l’uso dei dati degli utenti. Antitrust: “Non si è adeguata”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Gennaio 2020 9:32 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2020 9:32
Facebook continua a non avvisare gli utenti sull'uso dei dati. Antitrust di nuovo all'attacco, rischio multa di 5milioni di euro

Facebook Antitrust, nuova battaglia sui dati: rischio multa da 5 milioni (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Facebook non avvisava gli utenti che si registravano che i dati da loro inseriti sul social sarebbero stati raccolti e usati per finalità commerciali. L’Antitrust aveva già avvisato la società americana nel novembre 2018 (con una multa da 5 milioni di euro), spiegando che avrebbe dovuto essere più chiara con gli utenti al momento della registrazione. Invece adesso, a distanza di oltre un anno, l’autorità garante ritiene che Facebook non abbia adeguato la propria politica e per questo ha ha avviato un procedimento di inottemperanza nei confronti del colosso fondato da Mark Zuckerberg. E ora Facebook rischia di dover pagare altri 5 milioni di euro.

L’Autorità, spiega una nota, aveva accertato la scorrettezza della pratica commerciale di Facebook di omessa adeguata informativa in sede di registrazione al social network, della raccolta e dell’uso a fini commerciali dei dati. Per l’Antitrust la carenza di informazione persiste e risulta inoltre, che Facebook non abbia pubblicato la dichiarazione rettificativa. Con il procedimento, spiega l’Antitrust, Facebook rischia una nuova multa da 5 milioni di euro.

In dettaglio , l’Antitrust spiega che a novembre del 2018 aveva accertato la scorrettezza della pratica commerciale di omessa adeguata informativa agli utenti consumatori, in sede di registrazione al social network, della raccolta e dell’utilizzo a fini commerciali dei dati da essi forniti e, più in generale, delle finalità remunerative sottese al servizio, viceversa enfatizzandone la gratuità. Con la conseguenza di indurre i predetti utenti ad assumere una decisione di natura commerciale che, altrimenti, non avrebbero preso.

La decisione si fondava sulla valutazione che il patrimonio informativo costituito dai dati degli utenti di Facebook, in ragione della profilazione dei medesimi ad uso commerciale e per finalità di marketing, acquista un valore economico idoneo a configurare l’esistenza di un rapporto di consumo, anche in assenza di corrispettivo monetario. Peraltro il provvedimento è stato confermato sul punto dal Tar.

Oltre a sanzionare Facebook per 5 milioni di euro, l’Autorità aveva vietato l’ulteriore diffusione della pratica ingannevole e disposto che la società pubblicasse una dichiarazione rettificativa sulla homepage del sito internet aziendale per l’Italia, sull’app Facebook e sulla pagina personale di ciascun utente italiano registrato. Nonostante l’avvenuta rimozione del claim “è gratis e lo sarà per sempre” dalla home page, il problema però, secondo l’Antitrust, nella sostanza resta. (Fonte: Ansa).